Migranti a Nocera. Il sindaco Torquato: “E’ questione di equilibrio, ma…”

... se questo dovesse dare inizio a una presenza futura massiccia, avremo il dovere di opporci"

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Era atteso da tempo ed è arrivato, puntuale, il chiarimento del sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato sull’imminente arrivo di 47 migranti nella città dell’agro. “La questione va chiarita nei suoi esatti termini per non alimentare uno scontro emotivo “a prescindere”, per non suscitare timori – scrive il primo cittadino.  Come era prevedibile da tempo, è divenuta di attualità perché la Storia, prima o poi, arriva anche in periferia. I fatti: i comuni della provincia di Salerno sono stati sollecitati dal Prefetto perché, secondo la loro articolazione in distretti di Piano di Zona, ricevano sul loro territorio, organizzandosi, un certo numero di migranti. Ne sbarcano a centinaia, a migliaia nel porto di Salerno. Alle 2 Nocera dovrebbero arrivarne circa 60/70, più o meno. Ho segnalato al Prefetto il nostro convincimento: se si tratta di numeri gestibili abbiamo il dovere morale e l’interesse a cogestire una situazione che, diversamente, ci verrebbe calata dall’alto; fuori dalla nostra possibilità di codecidere il come e il dove accoglierli”. Torquato, dunque, chiarisce i termini e le condizioni ormai note della prefettura, ma è diretto nell’evidenziare che è “se questo dovesse dare inizio a una presenza futura massiccia, avremo il dovere di opporci. Non per una questione ideologica, ma pratica. Una massiccia presenza di migranti su un territorio densamente abitato, con situazioni di forte criticità sociale in alcune zone, sarebbe come mettere la miccia ad una bomba. E questo non ce lo possiamo permettere. A maggior ragione perché esiste un territorio provinciale che è, a sud di Salerno, vuoto di città e di densità abitative complicate, e perciò più capace di ricevere e accogliere. In sintesi: siamo e dobbiamo essere pronti a fare la nostra parte in una operazione umanitaria di accoglienza che fa i conti con la Storia. Ma non saremo disposti a farci travolgere da scelte imposte se dovessero trasformarsi in un massiccio afflusso migratorio che su un territorio conurbato e densamente abitato risulterebbero rischiose anzi dannose per tutti”.