Storia di una donna e di un’odissea. Ha un cancro alla mammella, ma nessun medico riesce a diagnosticarlo fino a un anno dopo la comparsa dei primi sintomi. E’ accaduto a Benevento. Con errori di valutazione capitati a ripetizione. La donna sta male, lamenta dolori alla colonna vertebrale e si rivolge quindi a un ortopedico che le prescrive un ciclo di infiltrazioni locali senza chiedere altre indagini diagnostiche. Passano altri tre mesi. Il dolore diventa più forte. Consigliano ai familiari di rivolgersi al servizio psichiatrico: stando ai camici bianchi, la paziente esagera ed evidentemente è un po’ esaurita. Effettua l’esame radiologico da cui finalmente emerge la reale portata della malattia: “Tumore della mammella con metastasi ossea”.Segue denuncia, seguiranno inchieste. Ma il tempo perso in una complicata battaglia, quel tempo che si chiama vita, chi lo risarcisce? Solo chi non opera non sbaglia è una frase fatta. Spesso nei nostri ospedali chi opera fa disastri.

