Nessun legame con la camorra: così ha deciso il tribunale di Salerno, presso la Corte d’Appello, che ha dissequestrato terreni e quote sociali di aziende ai fratelli e noti imprenditori Raffaele e Antonio D’Aponte. Nel 2015, la polizia tributaria della Guardia di Finanza di Salerno, dietro indagini condotte dalla Dda, aveva sequestrato e confiscato cinque appezzamenti di terreno e una quota sociale di una società di costruzioni del valore di cinquecentomila euro. Un’attività che era il risultato di una serie di indagini svolte nei confronti dei due fratelli, rappresentati dagli avvocati Enrico Bisogno e Michele Tedesco. I due, impegnati nel settore edile ed agricolo ed originari di Mercato San Severino, erano sospettati di aver avuto legami con il clan camorristico Forte, prima legato alla Nco e successivamente confluito nella Nuova Famiglia del boss Carmine Alfieri, per anni egemone a Baronissi e nella Valle dell’Irno. Secondo le indagini, il ruolo di supporto sarebbe stato svolto dai due fratelli attraverso gli immobili delle attività agricole ed imprenditoriali, utilizzati per riunioni tra affiliati e per la custodia delle armi. Beni che, sempre secondo la tesi della Procura, erano stati acquistati con i proventi del clan.
Le indagini avevano evidenziato la presunta sproporzione reddituale rispetto ai patrimoni accumulati, come la redditività delle aziende dei soggetti che, essendo di tipo agricolo per la maggior parte, potevano consentire di giustificare le disponibilità accumulate come risultato di speciale regime di favore riconosciuto agli imprenditori agricoli. Uno scenario ribaltato in Cassazione, che aveva annullato il sequestro, rinviando ad una nuova decisione presso la Corte d’Appello. In particolare, nel ricorso presentato dai legali, erano stati evidenziati i tempi di acquisto delle aziende, con la dimostrazione che tutto fosse frutto di attività indipendenti. Le indagini della tributaria si erano avvalse anche di elementi forniti dai collaboratori di giustizia. La Corte d’Appello, seguendo l’orientamento dei giudici della Suprema Corte, ha deciso di recente sul dissequestro delle singole attività.
