Mercato Ortofrutticolo Pagani-Nocera Inferiore: sicurezza in extremis, ma con un cartello misterioso

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di Marco Visconti

Quando il cittadino attivo Alfonso Giorgio ha sollevato l’ennesima segnalazione sullo stato di sicurezza al Mercato Ortofrutticolo Pagani-Nocera Inferiore, forse non sapeva che le sue parole avrebbero innescato un cambiamento improvviso e quasi “salvifico”. Dopo aver denunciato la scorsa settimana la pericolosa situazione in cui versavano i lavoratori, ripresi mentre si trovavano sui tetti del mercato senza adeguati dispositivi di protezione, finalmente qualcosa si è mosso. I lavoratori, che fino ad allora sembravano ignorare le misure di sicurezza, sono ora muniti di elmetti, imbracature e altri dispositivi adeguati.La scena di operai senza protezioni, visibile a tutti, ha destato una giusta indignazione tra i cittadini.

La segnalazione di Giorgio ha avuto l’effetto di un’onda d’urto, smuovendo le coscienze e obbligando il mercato ad adeguarsi, almeno per il momento, alle norme sulla sicurezza sul lavoro. Da ieri, i dipendenti sono visibilmente protetti, ma resta un interrogativo fondamentale: come mai questa situazione di “negligenza” è potuta proseguire così a lungo? E chi, alla fine, è responsabile di tutto questo?Un’altra questione che solleva più di un dubbio riguarda la completa assenza di un cartello di cantiere. È vero che ora i lavoratori sono muniti degli indispensabili dispositivi di sicurezza, ma chi sta coordinando realmente i lavori? Chi è il responsabile per garantire che ogni intervento venga fatto a regola d’arte? L’assenza del cartello di cantiere, che di solito dovrebbe essere visibile e identificare l’impresa e i responsabili dei lavori, lascia pensare che ci sia qualcosa che non quadra. Chi sta lavorando in modo corretto e chi, invece, si è limitato a intervenire solo dopo la denuncia pubblica?Siamo di fronte a un’incredibile inversione di rotta: dalla negligenza all’adeguamento, ma senza che nessuno, almeno fino ad ora, abbia chiarito chi sta realmente dietro alla gestione di questi interventi. La denuncia di Alfonso Giorgio ha avuto il merito di portare alla luce la situazione, ma ora non basta più “fare a regola d’arte” solo per un periodo limitato: è necessario un controllo continuo, un’assunzione di responsabilità chiara, e soprattutto una gestione che non si basi su interventi straordinari dopo che la situazione è sfuggita di mano.

La sicurezza non dovrebbe essere un lusso, né un optional da attivare solo quando la pressione del pubblico lo impone. Deve essere la norma, e ora la domanda che sorge spontanea è: quanto altro dovrà accadere prima che questa realtà venga completamente e permanentemente cambiata? In fondo, la salute e la sicurezza dei lavoratori non sono un dettaglio, ma la base di qualsiasi struttura che voglia definirsi moderna e rispettabile. E la lezione che ci giunge da questa vicenda è che a volte, l’indignazione dei cittadini può davvero smuovere gli animi e obbligare chi gestisce a fare ciò che avrebbe dovuto fare da sempre.