di Marco Visconti
C’è chi si alza all’alba per lavorare e chi si sveglia tardi per dimenticarsi di pulire. Questa potrebbe essere la sintesi brutale del mercoledì Ortofrutticolo di Pagani-Nocera, ormai divenuto più simile a una discarica a cielo aperto che a un polo economico del territorio. Il video circolato in queste ore, ripreso da un lavoratore evidentemente esausto, mostra ciò che tutti fingono di non vedere: sacchi di immondizia, scarti abbandonati, degrado diffuso. Nessun controllo, nessuna manutenzione, nessuna decenza. Il piazzale, che dovrebbe essere cuore pulsante dell’economia ortofrutticola dell’Agro, si è trasformato in una zona franca della vergogna, un autogrill dell’abbandono dove la protagonista assoluta è la spazzatura.
Già in passato, lo scenario degradante del mercato ortofrutticolo del mercoledì era stato oggetto di pesanti critiche. In un articolo datato, ma ancora tristemente attuale, si sottolineava come “il piazzale, che dovrebbe essere cuore pulsante dell’economia ortofrutticola dell’Agro, si sia trasformato in una zona franca della vergogna, un autogrill dell’abbandono dove la protagonista assoluta è la spazzatura.” Un’immagine potente che, oggi, torna con forza e conferma che il tempo non ha portato soluzione, ma solo ulteriore rassegnazione. Non mancavano nemmeno allora le denunce da parte della Fial, con il segretario Domenico Merolla in prima linea. E anche allora il nome di Mirko Apa ricorreva tra le responsabilità non assunte. Una cronaca che sembra inchiodata nel tempo, sospesa tra incuria istituzionale e silenzio complice. Questo excursus non è solo una nota storica: è la prova evidente che il degrado è sistemico, tollerato, mai davvero affrontato. E oggi, che a parlare è un lavoratore esasperato, non possiamo che rileggere quelle parole con amarezza. Perché chi lavora al mercato non chiede miracoli, ma rispetto. Ma a quanto pare, tra i banchi della politica e i tavoli istituzionali, nessuno ha fame di decoro. E se il silenzio delle istituzioni pesa, ancora più assordante è la responsabilità di chi dovrebbe garantire il servizio mercatale: il nome di Mirko Apa torna puntualmente nelle polemiche. Chi ogni settimana si spezza la schiena al Mercato non merita di camminare tra i rifiuti come se fosse in un dopoguerra civile. Questi lavoratori – veri protagonisti dimenticati – non chiedono miracoli, chiedono semplicemente rispetto: per il loro lavoro, per il loro tempo, per il luogo in cui passano ore ogni giorno. E se a parlare ora è uno di loro, con un video diventato denuncia pubblica, vuol dire che la misura è colma. Non è più solo un problema di decoro: è un problema di dignità.

