Mercato d’oro dei videopoker: sequestro da 220mila euro a imprenditore colluso coi casalesi

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I militari della Guardia di Finanza di Caserta hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo – del valore di oltre 220mila euro, emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – nei confronti di un imprenditore casertano (A.A, nato a Santa Maria Capua Vetere il 24.01.1974). L’uomo, già appartenente al clan dei casalesi, opera nel settore dei videopoker.
Il provvedimento è stato emesso sulla scorta di mirati accertamenti economico-patrimoniali
disposti dalla Procura sammaritana dopo la sentenza di condanna divenuta definitiva – in data 17 maggio 2016 – nei confronti dell’uomo per il reato di partecipazione ad associazione di tipo mafioso.
L’uomo è stato giudicato imprenditore colluso con il clan dei casalesi: la vicinanza all’organizzazione criminale gli avrebbe consentito di “imporsi nel territorio in posizione
dominante”, facendo ottenere al clan di riferimento “risorse, servizi o utilità”.
Attraverso il metodo “mafioso” – con “la minaccia implicita derivante dalla forza di intimidazione della criminalità organizzata” – l’imprenditore imponeva l’installazione dei videopoker all’interno di locali commerciali ubicati in provincia di Caserta, coartando così la libertà di impresa dei diversi esercenti e limitando la concorrenza del settore, per poi riversare parte dei proventi conseguiti nelle casse dell’organizzazione criminale.
Complessa l’attività di indagine condotta dal Nucleo di Polizia Economico-finanziaria di
Caserta, finalizzata alla ricostruzione nel tempo della posizione reddituale e patrimoniale dell’uomo e del suo nucleo familiare.
Il materiale raccolto è stato oggetto di approfondimenti che hanno consentito di riscontrare, per alcune annualità, la sproporzione esistente tra i beni nella titolarità dell’uomo e dei suoi propri familiari e i redditi da questi dichiarati.
In esecuzione del decreto emesso dalla Seconda Sezione Penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sono stati sequestrati – in vista della successiva confisca – 2 appartamenti di Santa Maria Capua Vetere e conti correnti fino a concorrenza dell’intero importo di 220mila euro da sottoporre a misura cautelare reale.