Negli ultimi giorni ha circolato in modo virale, soprattutto tramite catene WhatsApp, un allarme sanitario che ha creato vera e propria psicosi tra i cittadini napoletani. Al centro della vicenda un messaggio audio che descriveva un presunto focolaio di meningite nella zona di Napoli, con ricoveri gravi all’ospedale Cotugno e addirittura due decessi di giovani. La notizia, amplificata dal passaparola digitale, ha spinto molte persone a evitare locali, quartieri e aree della movida, con nomi specifici come l’Ambasciatori Club Restaurant nel quartiere Chiaia indicati come “da non frequentare”.
Ma la realtà, come confermato da fonti ospedaliere e sanitarie ufficiali, è completamente diversa: non esiste alcun cluster epidemico, non si registrano decessi riconducibili a meningite in questo contesto e i casi reali sono isolati e sotto controllo.
I fatti: cosa dicono le fonti ufficiali su Meningite Napoli
Secondo quanto riferito dall’ospedale Cotugno (punto di riferimento regionale per le malattie infettive) e dall’ASL Napoli 1 Centro, al momento risultano tre persone ricoverate per meningite:
- Due ragazze
- Un uomo (che lavora come buttafuori in un locale)
Il primo caso risale a fine dicembre 2025, mentre gli altri due appaiono collegati. Si tratta di situazioni monitorate e gestite secondo i protocolli sanitari, senza evidenze di una diffusione incontrollata o di un focolaio comunitario. Non ci sono stati decessi correlati a questi episodi, né conferme di un cluster attivo.
L’ospedale ha smentito categoricamente le voci di “otto ricoverati” e “due ragazzi morti” diffuse nei messaggi virali, sottolineando che si tratta di informazioni prive di fondamento.
Le fake news nel dettaglio: tra distorsione e diffamazione
Il messaggio audio incriminato, inoltrato migliaia di volte (come testimonia l’etichetta “Inoltrato molte volte” su WhatsApp), conteneva elementi sensazionalistici classici delle bufale sanitarie:
- Riferimenti a “persone in gravi condizioni al Cotugno”
- Due presunti morti (smentiti)
- Inviti espliciti a evitare zone della movida e locali specifici
Uno degli elementi più gravi è stato il coinvolgimento diretto di esercizi commerciali. In particolare, l’Ambasciatori Club Restaurant di Chiaia è stato citato come possibile origine del contagio. Il titolare, Peppe Pelosi, è intervenuto pubblicamente sui social per smentire con forza:
«Negli ultimi giorni stanno circolando informazioni false e gravemente diffamatorie che mi coinvolgono personalmente e che tentano di associare il mio nome a episodi sanitari del tutto inesistenti. Desidero chiarire in modo netto che non esiste alcun focolaio di meningite riconducibile alla mia persona, né tantomeno a luoghi o attività con cui collaboro. Si tratta di fake news prive di qualsiasi fondamento, diffuse con l’unico obiettivo di danneggiare la mia reputazione e quella di Ambasciatori».
Anche un presunto caso legato a Frattamaggiore (ospedale San Giovanni di Dio) è stato distorto: esisteva un ricovero di un 16enne per meningite non infettiva, già trasferito al Cotugno senza conseguenze per la comunità. Questa vicenda, risalente a episodi precedenti, è stata probabilmente “riciclata” e mescolata con le notizie attuali per aumentare l’allarmismo.
Perché queste bufale si diffondono così velocemente?
Le catene WhatsApp rappresentano il veicolo ideale per fake news di questo tipo:
- Paura per la salute (la meningite è una malattia grave e temuta, soprattutto tra giovani)
- Meccanismo di “riservatezza” (“è ancora informazione riservata”, “l’ho saputo da fonte sicura”)
- Effetto passaparola amplificato da gruppi familiari, amici e chat di quartiere
- Contesto stagionale (inverno, periodi di maggiore incidenza di infezioni)
Fenomeni simili si sono verificati in passato proprio a Napoli e provincia, con psicosi analoghe generate da audio virali su ospedali locali.
Come difendersi dalle fake news sanitarie
In casi come questo, è essenziale verificare le informazioni prima di condividerle:
- Consultare solo fonti ufficiali (siti di ASL, Regione Campania, ospedale Cotugno, Ministero della Salute)
- Diffidare di audio anonimi o “di seconda mano”
- Segnalare i messaggi virali sospetti a WhatsApp e alle autorità
- Ricordare che la meningite batterica da meningococco è rara, prevenibile con vaccino e trattabile se diagnosticata tempestivamente
Al momento non esiste alcuna emergenza sanitaria pubblica legata alla meningite a Napoli. L’unico “contagio” reale è stato quello della disinformazione, che ha creato inutili ansie e danni economici a esercizi commerciali ingiustamente coinvolti.
Restate informati, ma soprattutto verificate sempre. La salute passa anche attraverso la corretta informazione.

