Melissa, arrivederci in Paradiso, storia di una premonizione

 

Don Luigi Pierri, scrive in una lettera aperta quelle che erano le sue sensazioni il sabato e la domenica precedente alla morte della 16enne, deceduta al liceo “Da Vinci”, il 7 ottobre
Ecco la lettera
“Cara Melissa, mi trovo seduto qui davanti alla statua della nostra bella Regina delle Grazie, la mamma di tutte le mamme. E pensando a te e guardando a lei, mi sento sereno, perchè ti immagino tra le sue amorevoli braccia, proprio come sorregge il suo figlio Gesù. Quel terribile 7 ottobre quando fui avvisato del tuo volo in cielo, mi si fermò il cuore e non volevo crederci, ma la conferma mi cadde addosso come un macigno. Ti confido una cosa. Il sabato sera e la domenica precedenti, inspiegabilmente mi sentivo strano, irrequieto, a tratti insofferente e non riuscivo a trovare un perché, non essendo successo nulla. Poi il lunedì diedi una spiegazione al mio stato d’animo. Forse vaneggio, dico sciocchezze, ma non penso sia stata solo una coincidenza. Il 7 ottobre è il giorno dedicato alla Vergine del Rosario di Pompei e insieme a te che salivi lassù, salivano anche le mie preghiere. Ho
tanto pregato la Vergine che potesse tenerti stretta a lei sussurrandoti dolcemente: piccola, non avere paura, ci sono io qua con te. Sai, il giorno 16 ottobre ci siamo ritrovati tutti in chiesa qui da me a Capriglia a pregare per e con te davanti a Gesù sacramentato. Uè, sei riuscita a smuovere tutti i tuoi amici; la chiesa era stracolma! C’erano tutti i tuoi amici, parenti e tutta la tua cara famiglia: papà Vinicio, mamma Maddalena e tuo fratello
Giuseppe. Quanta forza e dignità in loro. Sono stati d’esempio a tutti noi! Ai tuoi amici ho cercato di trasmettere un messaggio di speranza, ho detto loro di vivere i loro giorni, i loro impegni quotidiani, i loro rapporti con amore pensando a te; sarà un modo per averti sempre con noi. In quei volti tristi, arrabbiati, sconcertati, smarriti ho letto
tutto l’amore che vi legava. Ti hanno voluto e ti vorranno sempre bene. Li ho invitati a mettere tutti questi sentimenti sull’altare di Gesù e di chiedere a lui fortemente, anche urlando, la forza per dare un senso a tutto questo dolore e a non allontanarsi da lui che è fonte della vita. Tu ora comprendi queste mie parole perchè sei con lui in Paradiso. Melissa, dal cielo prega per loro, ne hanno bisogno. Per me sono come figli, come lo eri tu; vi
ho visti crescere, siamo stati tutti insieme per ben 11 anni; quasi tutti battezzati da me e accompagnati all’altare per la prima comunione. Piccola, sai che pensando a te non sono triste. Si c’è il vuoto della tua presenza, ma non mi soffoca la tristezza… e sai cosa mi sta dando forza e serenità? Il tuo sorriso sbarazzino e disarmante, i tuoi occhi vispi e carichi di voglia di vivere, la tua energia che a tutti hai trasmesso. Ti immagino con gli angeli tra i quali ti confondi, angelo biondo tra biondi angeli, sicuramente dando qualche consiglio su capelli e vestiti; ti immagino ad organizzare qualche partitella di calcio nel campo dell’eterno amore pensando alla nostra Salernitana. Ah, dato che ti trovi lì, salutami tanto il mio papà Matteo che non ho mai conosciuto, avevo 17 mesi quando volò lassù. Melissa, ti immagino felice per l’eternità. Ciao piccola, ti voglio bene. Arrivederci in paradiso”.