Danneggiamenti alle colture agricole per piu’ di 400 Mila euro, cavalli di ritorno sui mezzi agricoli e imposizione di prezzi su tutta la filiera agricola.
E’ il sistema smantellato dai carabinieri di Trani, coordinati dalla locale Procura, nel territorio di Minervino Murge (Bat) con l’operazione “Madre Terra”, che ha portato a 17 arresti (10 in carcere e 7 ai domiciliari) nei confronti di persone per la maggior parte note alle forze dell’ordine, residenti ad Andria, Canosa di Puglia, Minervino, Montemilone (Potenza), Poggiorsini (Bari), nel Foggiano, e Sala Consilina (Salerno).
A loro carico ci sono piu’ episodi di estorsione, danneggiamento, furto aggravato, incendio doloso, ricettazione, illecita concorrenza, induzione indebita a dare o promettere utilita’, uccisione di animali e detenzione illecita di arma da fuoco.
Il prefetto Francesco Messina, direttore centrale anticrimine della Polizia di Stato, ricorda che nel “periodo considerato sono state tratte in arresto 71 persone e oltre 30 sono state denunciate e indagate in stato di libertà, a seguito di indagini che hanno riguardato 11 episodi di tentata rapina, 3 rapine consumate e un furto aggravato avente ad oggetto sportelli bancomat; inoltre, sono stati sequestrati 5 fucili mitragliatori kalashnikov, 1 fucile a pompa e 5 pistole.
Dalle indagini sono emerse co-interessenze tra gli arrestati e clan operanti nell’ambito della cosiddetta “quarta mafia”, come evidenzia il sito online repubblica.
L’INIZIO DELLE INDAGINI
Le indagini hanno avuto inizio nel 2020 a seguito di alcune denunce per danneggiamento di culture agricole ricevute dai carabinieri.
Da allora, sono stati accertati undici episodi di danneggiamento (di colture), dieci di furto (di colture e mezzi agricoli) e sei estorsioni (anche con il metodo del cavallo di ritorno.
Secondo una stima, l’ammontare complessivo dei danni provocati e il valore dei mezzi e delle attrezzature rubate danni ed i furti perpetrati, utili al successivo cavallo di ritorno o finalizzati ad imporre il proprio volere assoggettando le vittime, si aggirano su un valore complessivo di 425mila euro, come evidenzia il sito online Cronache della Campania.
Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip, nell’area del territorio murgiano e pre murgiano (Andria e Minervino Murge) sono attivi due gruppi criminali – tra loro indipendenti e con propaggini estese a Montemilone e Poggiorsini – che attraverso metodi violenti – si contendevano la primazia nel controllo del territorio, cercando di imporre servizi di guardiania abusiva a titolo di protezione.
SCHEMA PARAMILITARE
Schema operativo paramilitare per gli assalti a portavalori ricostruiti nelle indagini condotte dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e dalla Squadra Mobile della Questura di Foggia, coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia.
L’inchiesta è partita dall’assalto a un furgone portavalori avvenuto a luglio 2020 nel territorio di Cerignola. Tra gli episodi ricostruiti, ci sono la rapina consumata del 10 agosto 2020 sul tratto autostradale A14 tra Cerignola est e Canosa di Puglia (Bat), quella consumata il 15 settembre 2020 sul tratto della strada statale 268, Comune di Angri (Salerno), la tentata rapina del 12 ottobre 2020 sulla strada provinciale 141 nel comune di Zapponeta e la tentata rapina del 12 marzo 2021 a Sillavengo (Novara).
ALTRI COLPI
Assalto a portavalori di una ditta consumato il 27 dicembre 2011 al km 1 del tratto autostradale A1, nel territorio comunale di Lodi; una rapina consumata il 15 maggio 2015, sull’autostrada A16, tra Cerignola e Canosa, in danno di un furgone portavalori; una rapina tentata il 29 maggio 2017, in danno di un furgone portavalori Ivri a Cerignola (Foggia), in corso Roma, nella filiale ‘Intesa San Paolo’.
L’attività effettuata, anche attraverso attività tecniche di intercettazione e di monitoraggio costante degli indagati, ha permesso di rilevare l’esistenza e di disarticolare una pericolosa associazione per delinquere dedita alla commissione di una serie indefinita di rapine a mezzi di trasporto di beni di valore, insieme alla commissione dei cosiddetti reati satellite quali porto di armi (anche da guerra), ricettazioni e sequestri di persona.
Stando a quanto emerso, ai colpi partecipavano oltre 10 persone. Prima dell’azione, c’erano sopralluoghi di preparazione per tagliare porzioni di guardrail, predisporre catene, chiodi a punta, mezzi da dare alle fiamme per ostacolare l’arrivo delle forze di polizia.
L’ELOGIO DEL MINISTRO
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi plaude all’operazione della Polizia di Stato con il coordinamento della Procura della Repubblica di Foggia, che a Cerignola ha consentito di disarticolare una organizzazione criminale dedita agli assalti ai portavalori con tecniche paramilitari. “Complimenti alla Polizia di Stato per l’operazione condotta a Cerignola con il coordinamento della locale Procura che ha portato all’individuazione di alcuni soggetti ritenuti responsabili di assalti a furgoni portavalori, l’impegno straordinario di magistratura e forze di polizia in tutta la provincia foggiana per contrastare l’aggressione criminale e ripristinare la legalità, dando una forte risposta alle richieste di sicurezza delle comunità locali”.

