Una maxi-operazione contro il traffico internazionale è stata messa a segno dagli uomini del “GICO” della Guardia di Finanza di Brescia e dello “SCICO” della Guardia di Finanza di Roma. La maxi-operazione, in corso di svolgimento in varie regioni d’Italia, riguarda due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nei confronti di 10 persone oltre a 5 ritardati arresti di ulteriori indagati.
L’indagine è coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia e ha consentito di smantellare 4 diverse organizzazioni criminali, già colpite in passato dall’arresto di 84 soggetti (di cui 2 latitanti) e al sequestro di 117 kg di cocaina, 4.629 kg di marijuana, 90 kg di hashish, 850 grammi di eroina/morfina, 554.000 euro in contanti, 7 autoveicoli, 5 mezzi pesanti, 2 imbarcazioni e 1 camper.
L’operazione, denominata “Ring New”, ha visto impegnati gli uomini della Guardia di Finanza fin dal febbraio del 2012 ed è partita dal monitoraggio dello spaccio nel centro storico di Brescia (racchiuso all’interno della circonvallazione nota come “ring”), arrivando a scoprire un enorme giro esteso fino in Grecia, Spagna, Olanda, Belgio e Bulgaria e consentendo di accertare la contiguità tra la criminalità organizzata albanese e le consorterie criminali italiane.
Tra i destinatari dello stupefacente vi erano gruppi criminali legati alle famiglie della camorra, della sacra corona unita e della ‘ndrangheta. Le ingenti partite di cocaina e hashish provenienti dalla Spagna e dall’Olanda viaggiavano su numerosi tir di proprietà del sodalizio, che aveva costituito ad hoc delle società di trasporto in Belgio, Grecia e Bulgaria. L’introduzione della droga avveniva contestualmente a ordinari trasporti commerciali, occultata fra la merce: prodotti ittici, frutta e verdura. La marijuana, coltivata e proveniente dall’Albania, giungeva sulle coste del sud Italia trasportata su veloci natanti o grandi pescherecci, per poi essere trasferita nelle altre regioni, viaggiando all’interno di grossi camper o mezzi pesanti che trasportavano agrumi.
Le misure restrittive hanno interessato le province di Brescia, Napoli, Verona e Ascoli Piceno, nonché, a seguito dell’emissione di 4 mandati di arresto europeo e in collaborazione con le autorità europee, il Belgio, la Grecia e l’Albania.


