Maturità 2019. Addio al quizzone, le invalsi e l’alternanza

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Abolita la terza prova, abolite le prove invalsi e l’alternanza scuola-lavoro come requisiti per l’accesso all’esame, più peso al curriculum del triennio. Con una regola di fondo ben precisa: per accedere all’ultimo “grande scoglio”, bisognerà aver frequentato almeno per i ¾ le lezioni, avere 6 in tutte le materie, avere 6 al comportamento.

Sono queste le grandi novità degli esami di maturità targati 2019. Le nuove modalità degli esami di stato sono state diramate dal Miur attraverso apposita nota stampa nonché svariate circolari inviate alle diverse scuole secondarie di  II grado.

Ma andiamo con ordine.

Requisiti d’accesso: Partiamo dai principali requisiti d’accesso: ogni candidato dovrà aver frequentato le lezioni per i 3/4 del totale, avere 6 in tutte le discipline, 6 al comportamento.

Addio alla terza prova. Il primo ad essere abolito è il famigerato quizzone: la terza prova multidisciplinare infatti non ci sarà più. Le prove saranno quindi solamente due, e cioè il tema di Italiano e la seconda prova settoriale per ogni indirizzo di studi (Matematica al liceo scientifico –ma c’è chi sospetta che quest’anno la disciplina possa essere Fisica-, latino o greco al classico, lingua straniera al linguistico e così via).

Il Miur, in questo frangente, ha anche stilato quelle che saranno le indicazioni per l’elaborazione delle griglie di correzione delle due prove scritte, in modo che siano quanto più omogenee per tutti.

Addio alle prove nazionali Invalsi e alle ore di alternanza Scuola-Lavoro. Esse, infatti, non saranno più requisito di accesso per l’esame di stato: basterà, infatti, che il candidato si presenti con la sufficienza (cioè il 6) in tutte le discipline. O che, al massimo, abbia un solo voto insufficiente (ma questa opzione sarà al vaglio del Consiglio di Classe, che dovrà motivare per bene l’ammissione in caso di insufficienza)

Punteggi. Con l’addio alla terza prova cambiano i punteggi: ogni candidato si presenterà con un credito pari a 40 relativo all’andamento del triennio scolastico (fino allo scorso esame il punteggio era di 25). 20 saranno i punti di ognuna delle due prove scritte, ulteriori 20 i punti per il colloquio orale (lo scorso esame invece prevedeva 3 prove da 15 punti ciascuna, mentre il colloquio orale aveva un punteggio massimo pari a 30). In soldoni, per ottenere il 100 agli esami di stato il maturando dovrà totalizzare 40 punti nel triennio scolastico, 20 punti alla prova di italiano, 20 punti alla seconda prova, 20 punti al colloquio orale.

Cambia (solo) la prima prova. Mentre la seconda prova resta invariata nella sua tipologia, novità anche sulla prima prova d’esame (prevista per il giorno 19): le tipologie di elaborati saranno infatti solo 3. Resta la tipologia A, analisi del testo, resta la tipologia B, con la produzione di un elaborato quale saggio breve o articolo di giornale in merito a diversi ambiti, resta la tipologia C, tema di attualità. Via la traccia D, generalmente dedicata al tema storico (traccia che difficilmente è stata affrontata negli anni dai maturandi).

Tornano i punti di bonus. E chi non riesce a totalizzare il massimo dei punti? Uno spiraglio ci sta: reintrodotti, infatti, i punti di bonus. La commissione d’esame infatti potrà dare fino a 5 punti di bonus al candidato che abbia totalizzato almeno 50 punti alle tre prove d’esame (due scritte e una orale) e 30 punti al percorso scolastico del triennio