Mattarella: quattro anni di protagonismo pacato

Oggi fanno esattamente quattro anni dall’insediamento effettivo di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica. Il bilancio? Un protagonismo pacato, tutelando l’Italia e gli italiani, senza però diventare ostacolo a quel cambiamento di scenario politico che gli italiani hanno determinato col voto. Battendosi per l’Europa, per convinzione oltre che per istituzione ma richiamando l’Europa ad essere altro rispetto a quella estremamente “bancaria” diventata negli ultimi decenni. Ha evitato di passare per “sovversivo”: quando scelse Cottarelli, aveva già in mente di richiamare Conte per l’incarico da premier, era un saggio prendere tempo. Attenzione ai presidenti democristiani della repubblica. Partono in un modo, finiscono in un altro, una sorta di bipolarità ad un certo punto si impadronisce di loro, come se pensassero ” mi avete scelto perchè non contavo e adesso vi faccio vedere io”. Se Gronchi si limitò al francobollo rosa e a far cacciare dalla Rai Vianello e Tognazzi che lo sfottevano, ben peggio fece Segni, muovendo le fila di un agitarsi di Carabinieri, arrivando fino alla lite furiosa con Moro e Saragat che gli costò l’ictus. Che dire di Leone? Lo ricorderemo noi di un’età meno giovane per la splendida Donna Vittoria (molto giovane rispetto a lui). Innocente per i presunti scandali e le mai incassate tangenti ma accompagnato da una famiglia godereccia e dall’essere macchietta quando esibiva le corna ai malati di colera del Cotugno o a chi lo contestava. Il picconatore Cossiga perse letteralmente la tramontana – si dice per antichi problemi coniugali con la Peppina- e incominciò a parlare ogni giorno, persino della trama di Beautiful. Su Scalfaro, nemmeno la pietas dovuta ad un cattolico fervente ci impedisce di sospettare che sia stato del tutto vero il suo intervento forte nella trattativa con la Mafia, evitando qualche altra strage non ha evitato un contatto che qualche morto provocò. Mattarella, saggio ed equilibrato, ha altri tre anni per arrivare indenne al traguardo di fine settennato. Oltre alla mitica segretaria particolare Tobini, ha uno staff notevole a supporto, per buona parte con radici nella sinistra dell’ex Dc: Cabras, Zampetti, Grasso, Guerrini e Astori su tutti ma senza trascurare figure come Montedoro, D’Alessandro, Mosca Moschini, Corsini, Mazzuca, Erbani, Fotia, Garofani, Corazza e Bianco. Difficile che si smarrisca. La vita, con un paio di lutti pesanti, gli ha insegnato l’equilibrio per andare avanti.