Matricidio a Pagani, Aniello Giordano potrebbe evitare il processo

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«Vizio totale di mente» per Aniello Giordano. Lo dice la perizia disposta dalla Corte d’Assise nei riguardi del 54enne matricida che lo scorso settembre uccise l’anziana madre di 85 anni, Anna De Martino, a Pagani. Un dato che potrebbe ora evitargli anche un processo con l’accusa di omicidio volontario. Nel mese di novembre, il consulente incaricato dalla Corte verificherà e relazionerà sulla condizione di salute dell’imputato. Nel caso quella condizione dovesse essere confermata, e dunque risultare ancora presente, Giordano eviterà il processo. A stabilirlo è l’articolo 88 del codice di procedura penale, che dichiara «Non imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da escludere la capacità di intendere o di volere». Nella giornata di ieri, alla presenza dei giudici della Corte d’Assise – presidente Palumbo, a latere D’Avino – è stata depositata la consulenza che fu chiesta anche dalla stessa difesa, rappresentata dall’avvocato Bonaventura Carrara. Giordano fu arrestato nei pressi di Casa Marrazzo, a Pagani. Poco prima che i carabinieri lo intercettassero all’esterno di un bar, aveva colpito la madre con il piede del letto, in preda ad un raptus di assoluta follia. Probabilmente generato da qualche disturbo mentale. Disturbi che sarebbero stati innescati da un possibile rimprovero della stessa vittima nei riguardi del figlio.

L’uomo stava sistemando casa ed era circondato da pezzi di arredi smontati e sparsi un po’ dappertutto. Quando i carabinieri lo arrestarono, aveva ancora i vestiti sporchi di sangue. Era riuscito ad avvisare anche la sorella, che era corsa poi in casa della madre, per fare l’agghiacciante scoperta. I giudici avevano affidato a due esperti dell’università La Sapienza di Roma la perizia per accertare le condizioni psico-fisiche di Giordano. Le indagini furono condotte dal sostituto Roberto Lenza, che riscontrarono di un’assistenza che lo stesso 52enne riceveva dal Cim, il centro di igiene mentale. Amici e parenti parlarono di una persona «tranquilla e non violenta». A novembre l’uomo conoscerà il suo destino