PAGANI – “Sono sempre stato un assessore operaio, non avrei mai trovato spazio in questa amministrazione”. E da lì la durissima dichiarazione: “Ho fatto fatica a convincere i miei amici di Grande Pagani a votare Bottone, erano tutti orientati a votare un altro candidato”.
All’indomani della polemica scatenatasi a Palazzo San Carlo tra il primo cittadino Salvatore Bottone e l’esponente della maggioranza consiliare Pietro Sessa, a parlare è proprio l’ex assessore del Comune paganese Alfonso Marrazzo. Da tempo indicato da tutti come “bottoniano”, Marrazzo nell’ultimo periodo pare abbia intrapreso un percorso politico completamente diverso da quello voluto dal primo cittadino Bottone, e la frattura politica tra i due al momento sembra insanabile. Insanabile al punto che, secondo i bene informati, Bottone vorrebbe scongiurare a tutti i costi la possibilità di un ingresso in assise da parte di Marrazzo. Il “pericolo” che Marrazzo possa entrare in consiglio è dato dalla possibilità che Pietro Sessa si dimetta da consigliere o, nella più rosea delle previsioni, abbia un incarico da assessore. In entrambi i casi in aula ci sarebbe un posto vacante, che in termini di numeri di voti spetterebbe a Marrazzo.
Alfonso Marrazzo, dal canto suo, si dice sereno. E all’indomani della nostra ipotesi si lascia andare ad uno sfogo molto particolare.
“Penso di aver dato il mio contributo almeno iniziale per Pagani – ha detto – sempre presente ed a contatto con la gente, non sono mai stato un assessore da scrivania ma un assessore operaio. per carattere mio, non avrei mai trovato spazio in questa amministrazione nonostante abbia dovuto convincere i miei amici di grande pagani a votare Bottone, quando questi erano orientati a votare un altro candidato. Merito quello che è successo perché mi ha sempre contraddistinto la coerenza e la serietà. Se Bottone non ha gradito questo perché preso da altri problemi molto più importanti (incarichi ed altro per recuperare qualche consigliere comunale dell’opposizione) trattandomi come l’ultimo dei suoi nemici, è un problema suo e non mio. Non ho più niente da dimostrare, cammino a testa alta perché io, nella mia vita politica non ho mai messo amici e parenti a lavorare o a ricoprire incarichi prestigiosi. Mi dispiace magari Per i miei amici Pasquale Aliberti e Monica Paolino, ma se il prezzo da pagare per essere loro amico è questo, lo pago volentieri”.

