Ore decisive per la manovra finanziaria del governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni. In Senato il confronto sugli emendamenti è serrato e l’obiettivo è chiudere la partita all’inizio della prossima settimana. Tra correzioni al testo originale e misure di impatto diretto su famiglie, lavoratori e imprese, la finanziaria si conferma un mosaico di interventi contrastanti, destinati a far discutere.
Assegno di inclusione, stretta sulle mensilità
Tra le novità più contestate, l’ulteriore modifica all’assegno di inclusione (Adi), che ha sostituito il reddito di cittadinanza. L’emendamento prevede di eliminare la sospensione tra i primi 18 mesi di sussidio e il rinnovo annuale, rendendo strutturale la mensilità ponte di 500 euro introdotta in via temporanea la scorsa estate. Tuttavia, la prima mensilità del rinnovo sarà dimezzata, una misura che potrebbe impattare sulle famiglie più vulnerabili.
Naspi, addio liquidazione unica
Anche la Naspi, il sussidio di disoccupazione per chi avvia un’attività autonoma dopo il licenziamento, subirà modifiche. L’indennità non verrà più erogata in un’unica soluzione: il 70% sarà versato subito, mentre il restante 30% solo dopo sei mesi, previa verifica della mancata rioccupazione come lavoratore dipendente o dell’accesso a una pensione. Una misura che mira a controllare meglio l’utilizzo dei fondi pubblici.
Previdenza complementare più flessibile
La manovra introduce anche modifiche alla previdenza complementare, rendendo pienamente portabile la posizione individuale, compreso il contributo del datore di lavoro, senza i limiti imposti dai contratti collettivi. Una misura pensata per aumentare la libertà dei lavoratori nella gestione dei propri risparmi pensionistici.
Affitti brevi, nuove regole fiscali
Riformulazioni anche per gli affitti brevi: tassazione al 21% solo per il primo appartamento e obbligo di partita Iva a partire dal terzo immobile. La seconda casa sarà tassata al 26%, mentre la presunzione legale di imprenditore scatta se si possiedono almeno tre appartamenti destinati a locazioni brevi, riducendo il requisito da cinque.
Cinema e ricerca, stanziamenti in crescita
La manovra prevede un aumento del fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo: da 550 a 610 milioni nel 2026, riducendo così il taglio previsto e garantendo una copertura parziale per il 2027.
Sul fronte della ricerca, arriva un piano straordinario di reclutamento per i ricercatori di università statali, non statali ed enti di ricerca, con circa 50 milioni di finanziamento complessivo. Contratti tenure track, assunzioni a tempo indeterminato e contributi statali fino al 50% del costo annuo: misure pensate per rafforzare il capitale umano del settore scientifico e tecnologico.
Tobin Tax e pacchi extra-Ue
Tra le novità fiscali, il raddoppio dell’aliquota sulla Tobin Tax, che passa dallo 0,2% allo 0,4%, e l’introduzione di un contributo di 2 euro sui pacchi postali di valore dichiarato entro 150 euro provenienti da paesi extra-Ue, stimato in 201 milioni di euro.
Deduzioni bancarie e Irap
La deducibilità delle perdite pregresse delle banche cala al 35% nel 2026 e al 42% nel 2027, con un gettito stimato intorno ai 300 milioni l’anno. L’Irap resta al 2%, con una franchigia di 90mila euro per i contribuenti con base imponibile ridotta nei periodi d’imposta 2027 e 2028.
Equilibrio tra controlli e incentivi
La manovra Meloni cerca un equilibrio tra rigore sulle misure sociali e incentivi per imprese e ricerca. Se da un lato si punta a controllare spese e sussidi, dall’altro si investe in cultura, formazione e innovazione. Il dibattito politico resta aperto e le critiche di sindacati e opposizione saranno inevitabili, mentre il governo punta a chiudere il confronto parlamentare e imprimere la propria visione economica prima della fine dell’anno.
Il mosaico della finanziaria mostra così un’Italia in bilico tra prudenza fiscale e bisogno di sviluppo, con scelte che avranno effetti concreti sulle famiglie, sui lavoratori e sul futuro della ricerca e dell’industria culturale. La partita è ancora aperta, ma il quadro generale delinea già la strategia del governo Meloni per i prossimi anni.

