Maltempo a Castellammare, scuole evacuate e dissesto: cresce la protesta dei cittadini

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Tra pioggia, emergenze e paura, la città chiede risposte concrete

Il maltempo che ha colpito nelle ultime ore Castellammare di Stabia ha riaperto con forza una ferita mai rimarginata: quella del dissesto idrogeologico e della sicurezza pubblica. Piogge intense, allagamenti, smottamenti nelle aree collinari e disagi diffusi hanno riportato al centro del dibattito cittadino una domanda che molti si pongono da tempo: quanto è davvero sicura la città e quanto si sta facendo per proteggerla.

Nella mattinata odierna si è vissuto un momento di forte tensione con l’evacuazione di un istituto scolastico a causa di un intenso odore di bruciato che si è diffuso nei locali. Bambini e personale sono stati fatti uscire per precauzione, alimentando paura e rabbia tra le famiglie. Un episodio che, per molti cittadini, rappresenta solo l’ultimo segnale di una situazione che viene definita ormai insostenibile.

Sui social e nelle discussioni pubbliche cresce il malcontento verso l’amministrazione comunale, accusata di non affrontare con la dovuta determinazione le conseguenze del maltempo e i danni strutturali che da anni affliggono il territorio. In particolare, viene contestata la decisione di tenere aperte le scuole nonostante le criticità evidenti, soprattutto nelle zone collinari, considerate da tempo fragili e a rischio.

Secondo numerosi cittadini, affidarsi esclusivamente alle proiezioni meteo della Protezione Civile non basta. Serve buon senso, sostengono, e una valutazione reale delle condizioni del territorio, che in alcune aree viene descritto come un vero colabrodo. Il centro cittadino può anche apparire relativamente sicuro, ma gran parte della città vive una situazione ben diversa, fatta di strade dissestate, versanti instabili e infrastrutture che mostrano tutti i segni del tempo.

Il timore, espresso senza mezzi termini, è che si continui a intervenire solo dopo le emergenze, rincorrendo i problemi invece di prevenirli. Il riferimento a tragedie del passato e a episodi che hanno già segnato duramente la reputazione della città è esplicito. Nessuno vuole altri morti, né reali né simbolici, legati all’immagine di una Castellammare incapace di tutelare i propri cittadini, a partire dai più piccoli.

In questo clima di sfiducia si inserisce anche una riflessione più ampia sul futuro. Molti giovani lasciano la città, e secondo una parte crescente della popolazione non si tratta di un caso. Le ragioni sono sotto gli occhi di tutti: sicurezza, servizi, prospettive. Problemi che, se non affrontati con decisione, rischiano di svuotare ulteriormente il tessuto sociale e umano della comunità.

Da più parti arriva un appello diretto al sindaco e all’amministrazione: fermarsi, guardare in faccia la realtà, porsi le domande giuste e dare risposte concrete. Solo allora, dicono i cittadini, si potrà tornare a un confronto sereno, anche nelle scuole, simbolo del futuro della città. Un futuro che oggi appare fragile quanto il territorio su cui Castellammare continua a poggiare.