È morto all’età di 67 anni il giornalista Massimo Milone, stroncato da un malore improvviso nella sua casa napoletana.
Laureato in giurisprudenza, Milone ha collaborato fin da giovane con il quotidiano Avvenire.
Entrato in Rai nel 1979, ha seguito come inviato alcuni dei più importanti avvenimenti della Campania, dalle Brigate Rosse al rapimento di Ciro Cirillo, dal terremoto dell’Irpinia del 1980 al caso Maradona – Sinagra.
Dal 2002 al 2008 è stato presidente dell’Unione cattolica stampa italiana subentrando ad Emilio Rossi.
È stato per dieci anni capo redattore centrale della TGR Campania. Con Milone alla guida la Rai regionale è cresciuta fino a raggiungere gli attuali quaranta giornalisti, producendo anche, assieme a Milano, il primo Tg nazionale del mattino, Buongiorno Italia.
Direttore di Rai Vaticano da poco in pensione, per dieci anni, Responsabile di Rai Vaticano, la struttura della Rai che si occupa di gestire trasmissioni televisive di carattere religioso, in particolare riguardanti la Città del Vaticano.
In occasione della visita pastorale di Papa Francesco a Napoli, il 21 marzo 2015, ha pubblicato il volume “Napoli. Lettera a Francesco” in cui ha raccolto sedici epistole indirizzate al pontefice firmate da intellettuali, storici, scrittori e imprenditori partenopei, tra gli altri Erri De Luca, Luca de Filippo, Aldo Masullo, Andrea Ballabio, Mirella Barracco, Francesco Paolo Casavola e Giuseppe Tesauro.
Massimo Milone ha scritto sei libri e diversi saggi giuridici. È coautore con il teologo Luigi Pignatiello, del volume Le cupole di Napoli (Dehoniane, Roma), ed autore del saggio Giovani, nuovi mestieri ed emarginazione (Il Sole 24 Ore). Ha pubblicato con Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli, il saggio Carcere e pena. Riconciliazione, l’Utopia Possibile.
I funerali si svolgeranno mercoledì 10 maggio alle ore 11 nella chiesa dell’ Arciconfraternita dei Pellegrini a Napoli.

