Lotito non vende, ma la Lazio per lui vale 850 milioni

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Claudio Lotito spegne sul nascere ogni voce legata a una possibile cessione della Lazio e lo fa con il suo stile diretto, perentorio, senza lasciare spazio a interpretazioni. Nei corridoi di Palazzo Madama, intervistato da Agenzia Dire, il presidente biancoceleste ha voluto chiarire una volta per tutte la sua posizione, respingendo anche le indiscrezioni che parlavano di interessi stranieri e fondi esteri pronti a investire nel club.

“Se la Lazio è in vendita? No. Non ho mai pensato di vendere, ma quale fondo arabo? La Lazio resta con me sempre”, ha dichiarato Lotito, chiudendo con una frase che suona come un manifesto di continuità. Nessuna trattativa, nessun dialogo in corso, nessuna apertura. Solo la conferma di un legame che, a suo dire, resta solido e definitivo. Anche l’incontro con Lotti, finito nel mirino delle ricostruzioni mediatiche, viene ridimensionato: “Io con Lotti ho un buon rapporto. Non abbiamo mai parlato della Lazio, mi stava raccontando del problema della vendita dell’Empoli”.

Parole che mettono un punto fermo a settimane di rumors, nate probabilmente dal clima generale che vede sempre più club italiani finire sotto il controllo di proprietà straniere. Ma la Lazio, almeno secondo Lotito, resta fuori da questo scenario. E lo resta anche grazie a una solidità economica che il presidente rivendica con orgoglio, fornendo cifre precise e un quadro dettagliato del valore del club.

“Vale 850 milioni, non mi servono soldi” è la sintesi più efficace del suo ragionamento. Lotito elenca uno a uno gli asset della società: 300 milioni di patrimonio immobiliare, 350 milioni di valore legato ai giocatori e il controllo di una struttura che da oltre vent’anni genera liquidità costante. “La Lazio controlla una società che da ventidue anni esce con 15 milioni di liquidi. Non ho chiesto niente a nessuno. Vi risulta che mi servono i soldi? A me non risulta”, afferma, trasformando la questione economica in una sorta di certificazione della continuità gestionale.

Dietro la fermezza delle sue parole c’è anche un messaggio chiaro al mondo biancoceleste: la Lazio non è un bene da mettere sul mercato, ma un progetto che continua a essere guidato dalla stessa proprietà. Una presa di posizione che rassicura una parte della tifoseria, mentre ne inquieta un’altra, da tempo critica verso la gestione Lotito ma consapevole della stabilità finanziaria costruita negli anni.

Il presidente si muove così su una linea che coniuga controllo e difesa del proprio operato, ribadendo un concetto che ha accompagnato tutta la sua era alla guida del club: la Lazio non si improvvisa, non si svende e non segue le mode del calcio globale. Resta, per sua volontà, un’entità autonoma, gestita con criteri che lui stesso definisce rigorosi e responsabili.

In un calcio sempre più dominato da fondi, proprietà multinazionali e operazioni speculative, Lotito rilancia il modello della continuità e della proprietà forte. La Lazio, dice, non è in vendita. E per ora, almeno a parole, il futuro biancoceleste resta ancorato alla sua figura, nel segno della stabilità e di una visione che non sembra intenzionata a cambiare rotta.