Lo sportello tributi apre i battenti: il Comune fa cassa, meno carte e più cartelle

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3 sportelli, luci nuove, vecchi conti da saldare e il Comune punta a recuperare 80 milioni di euro di tributi arretrati. De Maio: “Risorse per far crescere la città”. Ma i cittadini si chiedono: “Cresce chi, esattamente?”.

di Giorgia Valentini

C’è chi brinda all’efficienza, e chi invece teme l’ennesimo giro di vite sui portafogli dei nocerini, qualche giorno fa sono stati inaugurati i nuovi uffici dello sportello tributi di via Eugenio Siciliano 55, dove da oggi si potranno gestire Tari, Imu e sanzioni del Codice della Strada; una sede moderna, pulita e funzionale, frutto di una lunga odissea giudiziaria iniziata nel 2017 e finalmente chiusa. Dietro i nastri e i sorrisi, però, si nasconde molto più di un taglio del nastro è il segno di un Comune che vuole rimettere in moto la macchina della riscossione, con numeri che fanno girare la testa: oltre 80milioni di euro di residui attivi da recuperare, di cui 30milioni solo di Imu. Parola del sindaco Paolo De Maio, che parla di “risorse da reinvestire nella crescita della città”. Bene, anzi benissimo, ma il cittadino medio, che già suda per pagare la bolletta, si chiede: questa crescita, quando tornerà indietro?

A dare manforte al sindaco, Massimo Petrosino, presidente della commissione bilancio, che promette trasparenza e “modernizzazione della macchina amministrativa”. Un linguaggio pulito, istituzionale, persino rassicurante ma sotto la vernice della modernità, resta una verità antica, quando si parla di “recupero tributi”, vuol dire che qualcuno dovrà mettere mano al portafogli. È giusto che chi deve, paghi, è sacrosanto ma è altrettanto giusto che il Comune impari a meritarsi la fiducia dei suoi contribuenti; perché un ufficio nuovo, con luci a led e sedie ergonomiche, non basta a cancellare anni di inefficienze, burocrazia pachidermica e conti lasciati in sospeso. Lo sportello tributi, oggi, è un simbolo: quello di una pubblica amministrazione che prova a rialzare la testa, ma che rischia di farlo ancora una volta sulle spalle dei cittadini. Un obiettivo ambizioso. Ma ogni promessa di “recupero” suona inevitabilmente come una stretta fiscale, anche se rivestita di buone intenzioni. Certo, c’è chi lo vede come un segnale di ripartenza, e chi lo legge come l’ennesimo “nuovo modo per fare cassa”, la verità, come spesso accade, sta nel mezzo e Nocera si rimette in moto. Lo sportello tributi è il simbolo perfetto di questo tempo, più ordine, più trasparenza, ma anche più pressione, e a spingere, come sempre, è il cittadino.