Lo sgarbo a Napoli: lettera aperta di Sandro Ruotolo al “Molleggiato”

0
86

“Adrian”, che ha etichettato Napoli del futuro come Metropoli della Mafia, ha aperto una  ieri sera una marea di considerazioni e interventi. Insomma al fumetto, seguirà dibattito (infondo Celentano questo voleva). Il giornalista Sandro Ruotolo, dal suo profilo social ha scritto una lettera aperta al “grande Adriano Celentano“. Ruotolo ricorda a Celentano che “esiste la mafia anche al Nord. Spara forse un po’ meno di quella delle mie terre ma è forte e si insinua nel tessuto socio-economico, potendo contare sulla zona grigia e su una sottovalutazione indotta el suo pericolo“. Richiamando un’inchiesta della procura antimafia di Torino, continua a spiegare che “non solo l’ndrangheta esiste in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e oggi anche Val D’Aosta ma si sta ramificando secondo i canoni classici“. “Per l’accusa (16 gli indagati) – continua Ruotolo – la famiglia Nirta-Scalzone di San Luca d’Aspromonte si è insediata ad Aosta e poteva contare su un consigliere regionale, su un consigliere comunale e su un noto avvocato di Torino. Sempre secondo i Ros dei carabinieri sono documentate le interferenze della cosca nella politica locale“. Nella lettera l’insieme di tresche smascherate dalla procura piemontese sembrano ritorcersi contro la “previsione” su Napoli fatta da Celentano nel suo cartoon. “Nel 2068 – conclude infatti Ruotolo – la capitale della mafia non sarà Napoli (che non assolvo, sia chiaro) ma quasi certamente la tua ex via Gluck“. Voi come la pensate ? Adriano provoca, alimenta comunque una discussione, non solo con le canzoni. La criminalità del Sud da anni fa affari e comanda non solo a Nord ma anche in una bella fetta d’Europa. Da noi si spara di meno ma la mentalità però è rimasta intatta, questo anche Ruotolo lo sa alla perfezione.