ll primo suono del 2026 è soul con Mario Biondi in Piazza Diaz

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di Giorgia Valentini

Nocera Inferiore non si è limitata a salutare l’anno nuovo, l’ha inaugurato e l’ ha fatto con una scelta netta, identitaria e persino controcorrente. In piazza Diaz, il 1° gennaio, la città ha affidato il primo respiro del 2026 alla voce profonda e inconfondibile di Mario Biondi. Un paradosso affascinante per l’artista che solitamente chiude l’anno nelle grandi piazze italiane, qui lo apre e lo fa con orchestra, presenza scenica e una naturalezza che non ammette repliche.

Mario Biondi.

La piazza si accende presto, non solo luci e impianti, si accende con una tensione buona, quella che nasce quando il pubblico riconosce di essere parte di qualcosa che conta. Biondi entra in scena e porta con sé un soul adulto, pieno e mai urlato, la sua voce non invade, avvolge, l’orchestra non accompagna, dialoga ; è musica che respira, che prende tempo, che non ha paura del silenzio.

L’evento, organizzato dall’Amministrazione Comunale di Nocera Inferiore, dimostra una visione precisa, quella di investire sulla qualità come linguaggio pubblico. Non un concerto “di passaggio”, ma un momento pensato per riunire, per riconoscersi, per dire che la cultura può e deve essere un fatto popolare senza diventare superficiale. Tra un brano e l’altro, Biondi si concede al racconto con aneddoti personali, ricordi, riferimenti che non sono riempitivi ma ponti; cita musicisti locali di spessore, riconosce volti tra la folla, saluta con rispetto i ragazzi di Groove at Home; non è una carezza di circostanza è il segno di chi sa che la musica vive di territori, non solo di palchi. Il risultato è un primo dell’anno di spessore, che lascia il segno senza bisogno di proclami. Nocera Inferiore sceglie il soul per dire che il 2026 può cominciare con eleganza, ascolto e identità.