“Giovane promessa, solito stronzo, venerato maestro”, era la sua celebre tripartizione per intellettuali di ogni campo a seconda delle stagioni della vita. Basterebbe questo a renderlo unico. E’morto a 90 anni Alberto Arbasino, intellettuale vero, a tutto tondo. Impossibile, del resto, circoscrivere la sua attività ad un solo campo: scrittore (di saggi e romanzi), poeta, critico teatrale, giornalista e politico, Arbasino è stato uno dei protagonisti della cultura italiana dell’ultimo secolo. Si è spento “serenamente” dopo una lunga malattia, come ha fatto sapere la sua famiglia. Originario di Voghera, è stato tra i fondatori del Gruppo ’63, movimento letterario fondato a Palermo nel 1963 e definitosi di neoavanguardia come contrapposizione e critica alle avanguardie del Novecento, che intendevano l’opera letteraria come ancorata ai dettami degli anni ’50. Tra il 1983 e il 1987 è stato deputato per una sola legislatura: venne eletto come indipendente con il Partito Repubblicano Italiano. A dare la notizia della sua morte è stato il sito di Repubblica: Arbasino era collaboratore storico del gruppo l’Espresso.

