lunedì, 23 Febbraio 2026
lunedì, 23 Febbraio 2026

Le notizie dal territorio

in diretta dal Supercinema: No alla Camorra

Home Cronaca Linea d’Ombra, Moccia: “Mai consigliato a Contaldo di uccidere i D’Auria”

Linea d’Ombra, Moccia: “Mai consigliato a Contaldo di uccidere i D’Auria”

0
Linea d’Ombra, Moccia: “Mai consigliato a Contaldo di uccidere i D’Auria”

gambinoAria distinta, ben vestito con inflessione dialettale appena accennata. Ha l’aria del professore – e forse nel suo ambito lo è anche stato- ma la storia di Angelo Moccia richiama anni bui e sanguinosi. Di lotta cruente per ll controllo della malavita. Quella feroce contrapposizione tra la Nuova Famiglia di Moccia e la Nco di Raffaele Cutolo. Poi la dissociazione nel ‘92 senza pentimento e la lunga reclusione in carcere. Ieri Angelo Moccia si è presentato da uomo libero (accompagnato dall’avvocato Emiliano Torre) per testimoniare davanti ai giudici della Corte d’Appello nell’ambito del processo Linea d’ombra che vede alla sbarra, tra gli altri l’ex sindaco di Pagani, Alberico Gambino. Moccia è stato tirato in ballo dal collaboratore di giustizia Sandro Contaldo che, in videoconferenza, riferì di aver parlato con l’esponente della Nuova Famiglia del progetto di uccidere Michele e Antonio Petrosino D’Auria e lo stesso Gambino. “Attualmente sono affidato ai servizi sociali a Roma – precisa Moccia dopo aver letto la formula – Sono stato detenuto a Voghera dal 2002 al 2013. Con me c’erano Pignataro e Ferraioli e ricordo anche che nostra sezione c’era Contaldo che si distingueva per la sua personalità un po’ effervescente. Non ricordo che faceva il sociale, di certo, da quando mi sono dissociato, ho cercato di scontare la pena detentiva in maniera tranquilla ed, in ogni caso, non escludo che Contaldo abbia preso parte a qualche attività con noi”. Sia Moccia che Contaldo erano iscritti al ragioneria… “Ma frequentavamo classi diversi e qualche volta ci incrociavamo sulle scale. Non nego di avergli dato qualche consiglio ma non legati a fatti deliquenziali. Gli disse che doveva proseguire gli studi dopo aver riferito di essere stato la pecora nera di una famiglia perbene. Gli parlai della mia dissociazione per dargli un consiglio e che era una delle strade percorribili per rifarsi una vita. In ogni caso era un po’ pazzoide, una persona non affidabile”. Ma Moccia è stato tirato in ballo da “Sandrino o pazzo” per una cena nella cella di Ferraioli nel corso della quale si sarebbe parlato di strategie e piani per eliminare i D’Auria con Moccia detto Enzo che avrebbe sconsigliato di uccidere Gambino (“Farà strada, dove tirarlo dalla parte vostra”). L’ex boss ha smentito categoricamente. “Non ho mai parlato di vicende di Pagani. Non parlavo di situazioni del genere da 20 anni e figuriamoci se l’avrei fatto con una persona che conoscevo appena. E’ una ricostruzione che Contaldo si è inventato di sana pianta. Quando volete sono pronto a fare un faccia a faccia con lui per dimostrare che non dice la verità su questa vicenda. Sono imputato di molti omicidi ma dopo essermi dissociato non ho mai pensato a strategia o pianificare altri crimini”. Un concetto che Moccia ha ribadito sia alla difensa che allo stesso Montemurro che gli ha ricordato che con Pignataro, per la vicenda Lamberti, parlava anche di omicidi. Simpatico il siparietto con il pg: “Ora ricordo di lei. Sa non sono molto fisionomista e ricordo poco… Rispetto a quando mi interrogo è visto più sportivo, più giovanile, scusi se mi permetto. E’ vero con Pignataro ho parlato anche di omicidi ma il rapporto era diverso e lo facevamo con la perfetta consapevolezza di essere intercettati o, comunque, ascoltati”. In precedenza era stato ascoltato Ferraioli che ha riferito di aver visto Contaldo “per la prima volta nell’aula bunker a Salerno e di averlo incrociato, poi, a Voghera per pochi mesi. “Facevo la socialità con Moccia e Pignataro. Lui non partecipava mai. Mi occupavo di cucinare la pasta e forse ha mangiato qualche piatto di pasta con me ma altri rapporti non ne abbiamo avuto. E’ vero sono stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per appartenenza al clan Contaldo ma sono stato assolto. Con lui non ho parlato nè di Gambino nè di Petrosino D’Auria.

(Le Cronache)