L’indagine. Matrimoni combinati per ottenere il permesso di soggiorno

0
43

Matrimoni combinati, per regolarizzare la posizione di extracomunitari irregolari sul territorio nazionale, in modo da fornire loro il permesso di soggiorno: 21 quelli accertati dal 2013 ad oggi, principalmente nei comuni di Battipaglia ed Eboli. In numero minore, invece, nel comune di Olevano sul Tusciano; uno solo a Montecorvino Pugliano e Marchirolo (Varese). 

I dettagli dell’indagine, condotta dai carabinieri della Compagnia di Battipaglia, sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa presso la Procura della Repubblica di Salerno.

All’alba i militari hanno arrestato due donne, zia e nipote – una finita in carcere, l’altra ai domiciliari – notificando ad altre cinque persone il provvedimento di obbligo di dimora nel comune di residenza.

Altri 63 sono indagati, in quanto ritenuti membri dell’organizzazione che gestiva i matrimoni combinati. Per tutti l’accusa è di concorso in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, induzione alla falsità ideologica ed alterazione di stato.

 

Secondo quanto emerso dalle indagini, erano una donna di 55 anni, aiutata dai tre figli che vivevano con lei, dalla sorella e da una nipote, oltre che da un’amica di una delle figlie, a trovare agli extracomunitari i coniugi ed i testimoni necessari per convolare a nozze.
L’indagine si è svolta dal settembre 2016 al marzo 2017, anche attraverso intercettazioni telefoniche e pedinamenti.
Gli extracomunitari, per la maggior parte marocchini, ottenevano il rilascio del permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare: subito dopo i finti coniugi avanzavano istanza di divorzio al Comune competente.
Per ogni matrimonio gli extracomunitari pagavano una somma compresa tra i 5mila ed i 10mila euro. Accerta anche accertata una falsa attestazione di paternità di una bambina, concepita da una delle indagate per far ottenere la carta di soggiorno al falso padre in cambio di 4mila euro.