Libera e la lotta alle mafie: presente, passato e futuro

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“Come eravamo” è il titolo di uno strepitoso film del 1973 diretto da Sydney Pollack in cui le divergenti posizioni politiche di una coppia permettono di ripercorrere i fatti storici fondamentali per gli Stati Uniti, nel periodo che va dagli anni ’30 fino ai primi anni ’60.

Fare il bilancio delle esperienze significative per gli individui che hanno contribuito a delineare il profilo di un Paese è importante, a qualsiasi latitudine, per definire il futuro attraverso un’analisi che non risulti meramente commemorativa, ma si collochi sul piano di un’analisi interpretativa intelligente.

Ieri sera nell’aula del Comune di Nocera Inferiore, l’Associazione Libera che da anni si occupa di monitorare il fenomeno delle mafie sul territorio, ha fatto il punto sulla situazione, partendo da un interrogativo interessante: come eravamo? cosa è cambiato dalla stagione delle marce anticamorra nell’agro nocerino?

Hanno preso la parola e dato una risposta sulla base delle esperienze personali e professionali: Riccardo Christian Falcone, in qualità di moderatore dell’incontro; Anna Garofalo, Referente provinciale di Libera a Salerno; Fabio Giuliani,  Referente regionale di Libera; Marcello Ravveduto, Docente Universitario, Lino Picca, esponente SPI CGIL Salerno; Federico Esposito, Dottorando di ricerca alla Federico II.

Il viaggio di Liberaidee ha previsto diverse tappe in Campania, iniziate il 5 novembre e che si concluderanno l’11, con l’intento di affrontare, partendo da diverse angolazioni, il processo di evoluzione rispetto a un tema così pregnante per le conseguenze, spesso drammatiche, che ha prodotto soprattutto nelle aree meridionali dell’Italia.

La ricerca svolta da Libera, con il ricorso a 5 batterie di domande consultabile sul sito, rivela i cambiamenti che in un quarantennio si sono verificati e con i quali bisogna fare i conti.

La percezione dei giovani rispetto alla politica e all’impegno che può conseguirne, sancendo un distacco significativo per qualcosa che interessa poco o nulla; il 75% degli intervistati considera le mafie come un fenomeno globale, il dato percentuale si abbatte quando si collega ai giovani campani per i quali la corruzione risulta essere un dato “normale”; maggiore attenzione viene riconosciuta a quello che oggi si definisce eco-mafia

Del resto, come specifica il Professore Picca, le differenze emergono subito e chiare, ricordando le marce studentesche degli anni ’80 nell’Agro, in cui numerosi e propositivi studenti, irrompevano per le strade cittadine testimoniando un interesse per quel marcio che rifiutavano di subire.

Cosa è cambiato? Cosa riusciva a mobilitare le coscienze?

Nel suo intervento il Sindaco Torquato ha espresso le personali riserve sulle marce anticamorra pur nel rispetto della valenza civica di cui sono portatrici; purtroppo il fenomeno ha assunto nuove forme con le quali è necessario fare i conti.

Il Sindaco specifica che anche a Nocera sono stati confiscati beni provenienti da illecite attività e il Comune concorre per il riutilizzo delle strutture per finalità sociali o abitative.

Il noto sociologo Z. Bauman, a cui fa riferimento Picca nel suo intervento, introduce il concetto di società liquida per definire una realtà in continuo movimento che richiede interventi capaci di individuare i nuovi assetti creatisi.

Nel 2008 la Commissione parlamentare antimafia riunitasi mutuò, dall’illustre sociologo, il termine introducendo la categoria linguistica di Mafia Liquida per indicare la criminalità organizzata calabrese, intesa come una struttura mutevole e dinamica capace di adattarsi in modo funzionale e veloce al sistema sociale di riferimento.

Il quadro emerso risulta composito e richiede nuove energie da contrapporre a forze che logorano e illudono una sopravvivenza che diventa sempre più difficile.