Con un voto di scarto, il Parlamento Europeo ha deciso di non revocare l’immunità parlamentare a Ilaria Salis. L’aula plenaria di Bruxelles ha approvato la conferma dell’immunità con 306 voti favorevoli e 305 contrari, al termine di una votazione segreta dall’esito incerto fino all’ultimo momento.
La richiesta di revoca era stata avanzata dalle autorità ungheresi nell’ambito del procedimento che vede l’eurodeputata accusata di aver aggredito alcuni militanti di estrema destra durante una contromanifestazione antifascista a Budapest. La vicenda, risalente al 2023, aveva già acceso il dibattito politico e mediatico in Europa per le condizioni di detenzione della donna e per le accuse di violazione dei diritti umani mosse al governo ungherese.
La votazione in aula è arrivata dopo il parere della Commissione Affari Giuridici (JURI), che già in precedenza aveva respinto la richiesta di revoca con uno scarto minimo di voti. Alla plenaria hanno partecipato 628 deputati: 306 hanno votato a favore della conferma dell’immunità, 305 contro, mentre 17 si sono astenuti e 92 non hanno preso parte al voto.
Subito dopo l’annuncio del risultato, Salis ha espresso soddisfazione, definendo la decisione “una vittoria per la democrazia, lo stato di diritto e l’antifascismo”. “Questo voto – ha aggiunto – dimostra che quando rappresentanti eletti, attivisti e cittadini difendono insieme i valori democratici, le forze autoritarie possono essere affrontate e sconfitte”.
Dal fronte politico opposto non sono mancate le reazioni critiche. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha parlato di “vergogna” e ha accusato l’Eurocamera di aver salvato Salis “dal processo con il trucchetto del voto segreto”. Antonio Tajani, presidente di Forza Italia, ha invece respinto le accuse di irregolarità, definendo “calunnie e insulti” le polemiche successive al voto.
Secondo i legali dell’eurodeputata, la decisione del Parlamento europeo rafforza la posizione di Salis, che da tempo chiede di essere processata in Italia, denunciando l’impossibilità di ricevere un giudizio equo in Ungheria.
Ilaria Salis, eletta nel 2024 con Alleanza Verdi-Sinistra, era stata arrestata a Budapest nel febbraio 2023 e rimasta in carcere per circa quindici mesi, fino alla sua liberazione grazie all’immunità ottenuta con l’elezione al Parlamento europeo. Il suo caso è diventato simbolo di un più ampio scontro politico e civile sul rispetto dei diritti fondamentali e dello stato di diritto nell’Unione europea.
Con la decisione di oggi, Salis continuerà a godere dell’immunità parlamentare, mentre resta da capire se e in che modo le autorità ungheresi sceglieranno di proseguire nel tentativo di portarla a processo.

