
Una storia attuale è quella narrata da Melania Mazzucco in “Sei come sei” – Einaudi Editore – pubblicata nel 2013.
Eva, la protagonista del libro, è una ragazzina di undici anni che frequenta le medie; è una giovinetta come tante e nello stesso tempo molto diversa.
Eva possiede una maturità insolita per la sua età, cha trova la sua giustificazione nel dolore che ha invaso uno spazio che solitamente compare nella vita di persone più adulte.
Eva è figlia in quella che si definisce una famiglia arcobaleno che innesca tante discussioni nella società odierna.
Giose e Christian sono i padri che hanno amato Eva con intensità, due individui che sono giunti alla consapevolezza di essere sé stessi in modo differente.
Giose è stato un artista e da sempre ha avuto coscienza di essere omosessuale, Christian è un professore di materie umanistiche che riconosce di avere una natura diversa da quella che lo ha portato anche a sposarsi con una donna, quando incontra Giose e mette in discussione la sua vita.
Eva è la figlia di una coppia omosessuale che vive la sua diversità in modo inconsapevole, fino a quando uno dei suoi due padri viene a mancare e l’assegnazione all’altro genitore non è scontata.
Eva viene privata della presenza di quella che considera parte della sua famiglia, ossia di un padre con il quale ha una intensa relazione affettiva, da una cultura che non si preoccupa di considerare il danno emotivo che può derivare da un simile distacco.
Questa ragazzina, appena si presenterà l’occasione, andrà a cercare questo padre scomparso in modo inspiegabile per cercare le risposte che nessuno ha cercato di darle.
Una cultura che non è in grado di fornire spiegazioni alla giovanissima, perché incapace di accettare serenamente quello che diventa parte del quotidiano sempre più frequentemente.
C’è sempre una normalità che si contrappone a qualcosa che non si riesce a considerare come tale, un male assoluto da accettare per alcuni e un male minore quando non si può evitare.
La Mazzucco fa riflettere su una situazione che ha iniziato a definirsi dal 1978, quando hanno iniziato a concretizzarsi nuove modalità per determinare la maternità e la paternità degli individui, fino ad arrivare alla possibilità dell’utero in affitto per realizzare il sogno possibile di una genitorialità.
L’accettazione della realtà che si sta profilando, non risulta determinante al fine della narrazione, perché la Mazzucco considera la letteratura un mezzo che deve sondare proprio quei sentieri meno praticati per squarciare il buio che li nasconde, e creare una nuova consapevolezza.
Nella narrazione appare evidente la competenza che l’autrice ha della filosofia, della storia della filosofia e della storia dell’arte, che le permettono di condensare riflessioni sul tempo e sulle ore diseguali, oltre che parlare di Dioniso l’Esiguo, che aggiungono fascino al racconto che diventa un approfondimento del pensiero umano.
Il tempo non è universale, né statico, perché soggetto alla relatività e per questo è percepibile in modo personale: un’ora, un giorno, un attimo sono definizioni derivanti dal rapporto con gli eventi. Le ore non esistono, un tempo i romani le definivano horae inaequales e tradotte dal latino, indicano le ore disuguali, quelle che attraversate con qualcuno di importante non sono più come le altre.
Viviamo il tempo che potremmo considerare un’ipotesi perché basata su una convenzione, se qualcuno chiede a un altro quando è nato, la risposta non sarà vera né falsa, perché non si sa quando è nato Cristo. Risulta che sia nato sotto Augusto e morto sotto Tiberio.
Lo scrittore e filosofo orientale Dionisio l’Esiguo nel sesto secolo fece una scoperta che cambiò il mondo, e come capitò a molti altri che cercavano una cosa e ne trovarono un’altra, morì prima di esserne consapevole.
Dionysius stabilì la nascita di Gesù nell’anno I, anche se calcoli successivi hanno dimostrato che sbagliava, il calendario a cui si fa riferimento passa dall’anno I avanti Cristo all’anno I dopo Cristo, dimenticando l’anno zero. Quell’errore non è stato mai corretto e rende la cronologia un arbitrio, appunto un’ipotesi.
L’anno zero è un tempo risucchiato nell’oblio, ma che racchiude il momento del possibile.
Eva è parte di questo tempo nascosto e di quell’amore che lo agita.
