Letti per voi: “Il sole tra le mani” di Roberto Ritondale

Leggere è intrattenersi con un autore che diventa il narratore di una storia che può coinvolgere, seguendo una personale scala d’intensità, più o meno.

È il sentirsi parte di un racconto emotivo che genera il legame tra lettore e scrittore e che offre la possibilità di instaurare un rapporto che trova il punto d’incontro nel testo.

Il libro diventa il focolare dove ritrovare la voce che vorresti ascoltare.

È quello che mi è capitato imbattendomi, grazie ad una nuova amica, nelle pagine di “Il sole tra le mani” scritto da Roberto Ritondale, Leone Editore.

La scena iniziale si apre in un cimitero dove il personaggio principale, tale Aldo Montesi, si rifugia cercando lacrime da sversare alla ricerca di un’umanità che sembra non appartenergli più.

Il contatto con il mondo sembra essersi interrotto, il passato una dimensione mai completamente abbandonata e al contempo mai completamente vissuta.

Come liberarsi da questo peso che ogni giorno grava sul quotidiano?

La soluzione appare scontata quanto banale per Aldo: riappropriarsi di tutte le foto che lo ritraggono per distruggerle, in modo da cancellare completamente la testimonianza di un tempo trascorso.

L’immagine offuscata che permette di spegnere la fiammella del ricordo è la soluzione al dilemma di un’esistenza in balia di un quotidiano piatto che avvilisce.

È l’inizio di un cammino che riporterà alla luce fatti, situazioni, dubbi, che smuoveranno qualcosa in Aldo, abituato a riflettere nei comportamenti schemi rigidi nei quali il contatto con l’altro è impossibile.

Cosa vuol dire vivere senza fuggire?

Si crede che i rapporti siano spinosi perché gli altri non ci capiscono, sono opportunisti, ci considerano intercambiabili e, a volte, sembra che sia proprio così, ma è il nostro atteggiamento il vero termometro delle relazioni.

A volte, basta aprirsi all’altro, non temere ripercussioni, lasciare che gli abbracci scivolino liberi attraverso il corpo, le parole, gli sguardi, per far sì che il mondo inizi a girare in modo differente, e a sorprenderci.

Ognuno possiede un talento che dovrebbe coltivare, ma bisognerebbe avere il coraggio di darsi la possibilità di esprimerlo, anche rischiando.

Vivere è amare, e amare non è altro che aprire le mani alla vita e scoprire che il sole è proprio lì, tra le mani che sprigionano quel calore che si credeva non esistesse, perché non importa quanta inquietudine permanga in ognuno di noi, l’importante è amare.