LETTERE CON UN PIZZICO DI FILOSOFIA – Caro Peppe Ferrara

Fai l’architetto ma non sei solamente un architetto. Dall’esilio dorato di Bracigliano, guardi alla tua terra, Nocera in particolare ma non solo, con un trasporto umano e professionale degno di chi ha fatto, nel bene, prima di te, la storia di questo Agro, così strano e così composito. Sei un tifosissimo della Nocerina, fin dai tempi di Giovanetti e company che abitavano dalle tue parti a Piazza Zanardelli, difronte alla tua Chiesa, qui dovrei parlare di Padre Paolo e di Giovanni D’Alessandro e anche di me, quindi eviterò di farlo. Chi fa protezione civile e piani di sicurezza dalle nostre parti, fa puntualmente riferimento a te, che con sorriso e professionalità non riesci mai a dire di no. T’avrei volentieri rivisto in politica attiva e sana, ma forse il tempo per questo tipo è passato. So, sappiamo, che ora combatti alla grande contro un nemico invisibile e so, sappiamo, anche che non indietreggi di un passo, con la Nocerina e gli amici nel cuore assieme agli affetti più intimi. Sono gli alleati più importanti, il resto lo farai tu. Con immutata stima.