Un’ordinanza destinata a far discutere: il Gip di Imperia Massimiliano Botti ha deciso di non contestare il tentato femminicidio a un 65enne che l’8 gennaio 2026 ha aggredito con forbici e coltello la moglie brasiliana di 44 anni, spingendola poi dal balcone di casa a Ventimiglia. La donna si è salvata per miracolo ma riporta gravi lesioni alla colonna vertebrale e resta in prognosi riservata all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure.
Il pubblico ministero Antonella Politi aveva chiesto l’arresto con l’accusa di tentato femminicidio (reato introdotto dalla legge 181 del 2 dicembre 2025, punito con l’ergastolo), ma il giudice ha derubricato il fatto a tentato omicidio semplice, escludendo l’aggravante specifica.
Perché il giudice ha escluso il femminicidio
Nella motivazione dell’ordinanza il Gip scrive testualmente: «Appare dubbio che l’esercizio della prostituzione da parte della vittima costituisca espressione di una libertà individuale, tenuto conto che, in costanza del rapporto matrimoniale, i coniugi sono tenuti ad obblighi di rispetto e fedeltà reciproci».
E ancora: «L’indagato ha riferito agli operatori della polizia giudiziaria di aver aggredito la moglie poiché aveva scoperto che quest’ultima si prostituiva. Al momento non risulta in alcun modo che la lite da cui è scaturita l’aggressione fosse determinata dall’odio discriminatorio nei confronti della moglie o da un’ossessiva volontà di controllo o dominio».
Secondo il giudice quindi non ricorrono le condizioni previste dalla nuova legge 181/2025, che configura il femminicidio quando il reato è commesso:
- come atto di odio, discriminazione o prevaricazione
- come atto di controllo, possesso o dominio in quanto donna
- in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo
- come atto di limitazione delle sue libertà individuali
L’uomo, difeso dall’avvocato Alberto Pezzini, resta in carcere per pericolo di reiterazione del reato. Il Gip sottolinea la «ferocia manifestata» e l’atteggiamento «cinico» dopo la caduta della moglie:
«Invece che soccorrere la moglie, l’indagato si è limitato ad appoggiarsi alla ringhiera e fumare una sigaretta, commentando con sarcasmo le domande del 118».
Il ritorno del “delitto d’onore” mascherato?
La decisione ha immediatamente riaperto il dibattito sull’eredità culturale del vecchio delitto d’onore (abolito nel 1981), che prevedeva pene ridotte quando l’omicidio era commesso per offesa all’onore familiare. Molti commentatori e associazioni femministe parlano di un pericoloso passo indietro: il giudice sembra aver considerato la prostituzione della moglie come una violazione del dovere di fedeltà coniugale, riducendo così la gravità soggettiva del gesto rispetto a un’aggressione motivata da odio di genere.
La procura di Imperia potrebbe fare ricorso contro l’ordinanza, mentre la vittima attende l’intervento chirurgico alla colonna vertebrale.
La legge 181/2025 e il perimetro del femminicidio in Italia
La norma del 2 dicembre 2025 ha introdotto il reato autonomo di femminicidio con pene fino all’ergastolo, ma il suo perimetro applicativo resta ancora incerto. Casi come questo mettono in evidenza quanto sia delicato il confine tra violenza domestica “ordinaria” e violenza di genere qualificata, soprattutto quando entrano in gioco elementi come tradimento, gelosia o attività sessuale extraconiugale.
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Il caso divide l’opinione pubblica: la decisione del Gip è un’applicazione corretta della legge o un pericoloso arretramento sui diritti delle donne? Scrivi la tua opinione nei commenti. Continuiamo a seguire gli sviluppi su mn24.it.

