La Legge 104 si rafforza con nuove misure a tutela dei lavoratori affetti da patologie gravi e condizioni di fragilità sanitaria. Con l’entrata in vigore della Legge 106/2025, il quadro delle protezioni viene ampliato introducendo strumenti pensati non solo per giustificare l’assenza dal lavoro, ma soprattutto per garantire la continuità occupazionale durante e dopo i percorsi di cura.
La novità più rilevante riguarda la possibilità di usufruire di un congedo straordinario non retribuito della durata massima di 24 mesi. Il congedo può essere utilizzato in modo continuativo oppure frazionato, a seconda delle esigenze personali e cliniche del lavoratore. Durante questo periodo il rapporto di lavoro resta sospeso, ma il posto è garantito. Non è prevista la corresponsione dello stipendio né la maturazione di anzianità contributiva e pensionistica, salvo riscatto volontario dei contributi da parte dell’interessato. La misura consente a chi affronta una fase particolarmente delicata della malattia di concentrarsi sulle terapie senza il rischio di perdere l’occupazione.
Accanto al congedo, la Legge 106/2025 introduce un rafforzamento significativo del diritto allo smart working per i lavoratori fragili riconosciuti ai sensi della Legge 104. A partire dal 1° gennaio 2026, è previsto un diritto di precedenza nell’accesso al lavoro agile, sia come alternativa al congedo sia al termine dello stesso. La norma si inserisce nel solco della disciplina sul lavoro agile prevista dalla Legge 81 del 2017, ma attribuisce ai lavoratori fragili una posizione prioritaria rispetto agli altri dipendenti.
Il diritto allo smart working non è automatico, ma è subordinato alla compatibilità delle mansioni con la modalità da remoto. Tuttavia, laddove l’attività possa essere svolta a distanza, il datore di lavoro è tenuto a riconoscere la precedenza al lavoratore in condizioni di fragilità. Non si tratta quindi di una scelta discrezionale, ma di un vero e proprio diritto soggettivo, esercitabile nel rispetto dell’organizzazione aziendale.
La ratio della riforma è chiara: evitare che chi convive con patologie gravi sia costretto a sostenere ritmi, spostamenti e carichi di lavoro incompatibili con il proprio stato di salute. Il lavoro agile viene valorizzato come strumento di inclusione e di rientro graduale, capace di tutelare la persona senza disperdere competenze e professionalità.
La Legge 106/2025 non sostituisce le tutele storiche della Legge 104 del 1992, che restano pienamente operative, dai permessi retribuiti alle agevolazioni per l’assistenza. Le nuove misure si affiancano a questo impianto, rafforzandolo e rendendolo più aderente alle esigenze dei lavoratori fragili. Ne emerge un sistema più completo, che offre diverse opzioni per conciliare diritto alla salute e diritto al lavoro, riducendo il rischio di esclusione dal mercato occupazionale.

