Approda oggi alla Camera la proposta di legge per la liberalizzazione della Cannabis. Potrebbe trattarsi di una svolta epocale per l’Italia, che prende finalmente in esame la possibilità di legalizzare le droghe leggere. Il ddl è stato proposto dall’intergruppo di circa cento parlamentari, guidati dal senatore Benedetto Della Vedova. L’intergruppo parlamentare è riuscito ad ottenere, per il ddl legalizzazione, circa 218 firme da parlamentari di tutti gli schieramenti. La legalizzazione della marijuana infliggerebbe un duro colpo alla criminalità organizzata, che in mancanza di una legislazione in materia, la fa da padrona. Nonostante i sequestri e le leggi proibizioniste, il mercato delle droghe leggere continua a crescere ogni anno, con un giro d’affari di circa 12 miliardi l’anno solo in Italia, di cui beneficiano le mafie e la microcriminalità organizzata.
La liberalizzazione porterebbe dei vantaggi anche in campo economico. Sul sito dell’intergruppo si legge: “Il problema non è più dichiararsi favorevoli o contrari alla legalizzazione, piuttosto è regolare un mercato che è già libero”. Il problema esiste e non si può continuare ad ignorarlo. I punti salienti del ddl riguardano:
- Consumo e detenzione: i maggiorenni potranno detenere in casa fino a 15 grammi di marijuana, mentre al di fuori solo 5 grammi. Per quanto riguarda il consumo, la legge vieta di fumare i prodotti derivati dalla cannabis negli spazi pubblici o aperti al pubblico e nei luoghi di lavoro pubblici o privati. L’uso sarà consentito solo ai maggiorenni e la detenzione da parte dei minorenni sarà punita con le attuali leggi sulla droga.
- Coltivazione: potrà essere coltivata la marijuana in casa, fino ad un massimo di 5 piantine per appartamento ma, non sarà consentito venderla. La coltivazione sarà esclusivamente per uso personale. Per farlo, però, bisognerà inviare una comunicazione all’ufficio dei monopoli di Stato territorialmente competente, indicando i propri dati anagrafici ed il luogo in cui si intende effettuarla.
- Uso terapeutico: la proposta di legge, prevede anche la possibilità di utilizzare la cannabis per scopi terapeutici. L’uso curativo sarà consentito in quantità maggiori di quelle previste per la detenzione, “previa prescrizione medica e comunque nel limite quantitativo massimo indicato nella prescrizione medesima”. Il medico dovrà indicare le dosi prescritte, la posologia e la patologia.
- Vendita: vietato lo spaccio ma, consentita la commercializzazione all’interno di un regime di monopolio statale. Sarà lo stesso stato ad indicare ed autorizzare i soggetti privati, che potranno anche riunirsi in associazioni, come i “cannabis social club”, a coltivare la cannabis e venderla in locali ad hoc, sul modello dei coffe shop europei. Sarà il ministero dell’economia a stabilire il prezzo di vendita al pubblico. Si occuperà inoltre della tipologia degli esercizi autorizzati e della loro distribuzione nel territorio.
Spetterà invece al ministero delle politiche agricole disciplinare e individuare le superfici utilizzabili per la coltivazione della cannabis soggetta al monopolio di Stato. Intanto le polemiche non si sono fatte attendere, diversi parlamentari, tra cui il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ed il Ministro per la Famiglia Enrico Costa, hanno già espresso il loro disappunto a riguardo. Molti italiani si dicono, invece, favorevoli alla proposta di legge, ritenendo ormai inefficaci le manovre proibizioniste che in questi anni non hanno fatto altro che aumentare i problemi. La discussione alla Camera sembra assumere toni accesi, bisognerà solo attendere l’esito delle votazioni.

