I vecchi sulle panchine dei giardini
Succhiano fili d’aria e un vento di ricordi
Il segno del cappello sulle teste da pulcini
I vecchi mezzi ciechi, i vecchi mezzi sordi
I vecchi che si addannano alle bocce
Baglioni, ovviamente. Mai attuale come oggi, nell’Italia che conta tantissimi vecchi morti e tantissimi altri condannati ad una sorta di morte civile, rinchiusi in casa temendo contagi o rinchiusi in pericolosissime case di riposo sia in malattia che in normalità, vedi le cronache mattutine odierne sui fatti di Palermo. Tanti di loro, ancora in grado di ragionare, lottare e fornire esempi o racconti, c’hanno lasciato in questi mesi. Il virus ha sterminato soprattutto la loro generazione, nonni e genitori pieni d’amore, zii in grado di colmare vuoti dei giovani, gente che aveva sudato per arrivare alla pensione e ad anni che non dovevano riservare una sorpresa del genere, l’aggressione Covid 19 che toglie l’aria e distrugge i polmoni.
I vecchi senza un corpo i vecchi senza una carezza
I vecchi un po’ contadini
Che nel cielo sperano e temono il cielo
Voci bruciate dal fumo dai grappini di un’osteria
I vecchi vecchie canaglie
Sempre pieni di sputi e consigli
I vecchi senza più figlie, questi figli che non chiamano mai
I vecchi che portano il mangiare per i gatti
E come i gatti frugano tra i rifiuti
Le ossa piene di rumori e smorfie e versi un po’ da matti
I vecchi che non sono mai cresciuti
I vecchi anima bianca di calce in controluce
Occhi annacquati dalla pioggia della vita
I vecchi soli come i pali della luce
E dover vivere fino alla morte che fatica
I vecchi cuori di pezza
Eppoi quei tanti che sono andati via senza una carezza, un bacio ultimo, un funerale vero, a volte cremati senza alcuna volontà ma solo per essere forzatamente sbrigativi. Eppoi i tanti che sono abbandonati, che cercano un posto caldo e un pasto caldo, che non sanno niente di computer e sentono lontanamente parlare di buoni spesa e farmaci a domicilio, che non possono godere di panchine al sole e di guardate severe ai cantieri in corso, che preferiscono la fila ad ogni mese per la pensione non avendo fiducia in cose come accrediti e bonifici, che vogliono la moneta di carta per sostenere le famiglie che li ospitano. Per tutti loro, una canzone, un abbraccio, un sorriso, un conforto e persino una preghiera.
I vecchi sempre tra i piedi
Chiusi in cucina se viene qualcuno
I vecchi che non li vuole nessuno i vecchi da buttare via
Ma i vecchi, i vecchi, se avessi un’auto da caricarne tanti
Mi piacerebbe un giorno portarli al mare
Arrotolargli i pantaloni e prendermeli in braccio
Tutti quanti
Sedia sediola, oggi si vola, e attenti a non sudare

