L’Editoriale – Ripartire su un campo di calcio – di Peppe Prete

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Il più bello dei mari è quello che non navigammo. E la partita più bella è la prossima, solo che bisogna attendere…Peppe Prete ci scrive come si ripartirà, in tutti i sensi.

Bisogna considerare almeno tre fattori per ipotizzare la ripartenza del calcio e per ripartenza mi riferisco alla Serie A e al massimo alla Serie B. Innanzitutto la questione d’ordine atletico. L’affronteranno qualificatissimi preparatori ma c’è da dire che si tratta di un evento completamento nuovo, quindi bisognerà scegliere se iniziare daccapo, se sarà necessario un richiamo o qualcosa di simile. Due mesi senza allenarsi sono tanti, non considero allenamento palleggiare o corricchiare in spazi angusti o limitati. Solo qualche big  come Ronaldo ha avuto la possibilità di allenarsi sul serio, gli altri si sono dovuti arrangiare. Aggiungiamo il rischio infortuni (muscolari e tendinei) che potrebbero esserci, visto che non sono stati fatti, e c’è poco tempo per farli, gli allenamenti specifici per la prevenzione, importantissimi nel calcio attuale, fatto di continue sollecitazioni a muscoli e tendini.

Secondo aspetto, di natura diciamo tecnico-tattico. E’ chiaro che quel che si è fatto nei mesi precedenti non si scorda e si mette da parte, parliamo di massimi livelli di professionismo calcistico, ci mancherebbe altro. Però attenzione. A condizioni atletiche tutte da scoprire e valutare, sono avvantaggiate le squadre che possono contare su un tasso tecnico maggiore, oppure quelle che sono in grado di esprimere una manovra caratterizzata da elevata percentuale di possesso palla, insomma quelle che corrono di meno e fanno correre di più gli avversari. Inoltre, il previsto intasamento di calendario favorì inevitabilmente gli organici che possono permettersi numerosi cambi tra una partita e l’altra, insomma chi ha due squadre tipo Juve, senza trascurare altre due o al massimo tre big. Infine vorrei soffermarmi sul particolare ruolo del portiere, sempre più importante nel calcio di oggi. I portieri in questi due mesi sono stati completamente diversi, a loro non serve un accenno di palleggio ma un allenamento specifico, andranno messi subito sotto torchio per tastarne riflessi e reattività.

Terzo aspetto, extra-calcistico, ma fondamentale. Si riprenderà con un peso psicologico che bisognerà alleggerire gradualmente. Gli allenamenti saranno diversi, ci sarà probabilmente qualche forma di distanziamento. Si vivrà tutti assieme ma a distanza in centri sportivi o alberghi. Ma quando si dovrà fare sul serio, cioè le partite vere, bisognerà mettere da parte, almeno per novanta e passa minuti, la paura di un contagio. Il calcio è fatto di contatto fisico, non è il tennis, e quindi è fatale che nella mente di ogni calciatore possa almeno per un attimo porsi il dubbio di giocare normalmente o col freno tirato. Un aspetto importante, forse servirà anche un mister-psicologo, la situazione è del tutto anomala ma tutti sappiamo che se torna il calcio, nei tempi giusti, torna in tanti pure la voglia di guardare alla vita con una normalità che sarà diversa da quella di ieri ma sarà di nuovo normalità.

PEPPE PRETE