L’EDITORIALE – PERCHE’ PERCHE’ LA DOMENICA MI LASCIAVI SEMPRE SOLA…

La domenica era una volta. Poi il calcio è cambiato e per le partite di pallone praticamente son buoni tutti i giorni della settimana. Detto questo, la vera normalità italiana post virus tornerà quando sui campi di calcio riapparirà la sfera di cuoio, non diciamo ancora alla presenza del pubblico, per quello ci vorrà ancora del tempo. Ci accontenteremo di rivedere il calcio almeno in tv, attendendo di poterlo tornare a rivedere dal vivo. C’è poco da fare, il pallone unisce o divide, rilassa o fa incazzare. Ma nel nostro Paese resta la passione per eccellenza, oltre ad un’industria con un certo fatturato.

Parliamoci chiaro la Serie A e al massimo la Serie B faranno di tutto per portare a termine i rispettivi campionati, anche se ciò dovesse comportare l’utilizzo di gran parte dell’estate, con tanti turni infrasettimanali. Sulla C già c’è più di un dubbio che si possa riprendere, spunta la cristalizzazione della classifica, ipotesi anti-calcistica che ovviamente provoca diversi malumori. Per la D ci sono solo speranze ma appare complicato rimettere in campo quel che sulla carta – a volte solo sulla carta – restano dilettanti. Discorso ancora più difficile per i dilettanti regionali e provinciali, oltre che per il calcio giovanile. Meglio chiudere e riparlarne l’anno prossimo per campionati che non hanno valenza agonistica nazionale. Insomma quadro variegato, ma il pallone vogliamo rivederlo appena possibile rimbalzare in campo e inquadrato dalle telecamere, per noi il ritorno alla normalità, sia pur graduale e con tutte le precauzioni possibili, è anche questo.