L’EDITORIALE- NIENTE STRUSCIO, MA SI PUO’ FARE TANTO ALTRO

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Niente struscio, anzi niente sepolcri. Giovedì Santo per i napoletani all’insegna della tradizionale zuppa di cozze. Per tutti gli altri, all’insegna della speranza che la Pasqua significhi in questo particolare caso passaggio da una fase all’altra.

In realtà il 13 aprile è termine troppo vicino per aspettarsi il passaggio. Ormai è certo. Le restrizioni resteranno in vigore per almeno altri quindici giorni.

L’allentamento delle misure restrittive deve essere fatto “gradualmente”, ma “probabilmente”, se gli scienziati lo confermeranno, è possibile che in Italia “entro la fine di questo mese” alcune misure possano essere revocate. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un’intervista alla Bbc.

Insomma andarci cauti e seguire il parere degli scienziati prevale su ogni altra considerazione. Ci saranno ancora altre cene all’insegna dei domiciliari. Intanto è tempo di Ultima Cena per i credenti. L’istituzione dell’Eucaristia come rito memoriale della «nuova ed eterna alleanza» è certamente l’aspetto più evidente della celebrazione odierna che del resto giustifica la sua solennità proprio con un richiamo «storico» e figurativo dell’avvenimento compiuto nell’ultima cena. Ma è lo stesso messale romano che invita a meditare su altri due aspetti dei mistero di questo giorno: l’istituzione del sacerdozio ministeriale e il servizio fraterno della carità. Sacerdozio e carità sono, in effetti, strettamente collegati con il sacramento dell’Eucaristia, in quanto creano la comunione fraterna e indicano nel dono di sé e nei servizio il cammino della Chiesa.

Si può credere anche a distanza, partecipando alla celebrazioni attraverso tv e social. E si può continuare pure a non credere, in tal caso il rimpianto dello struscio sarà notevole, era l’appuntamento che consentiva di vedere o rivedere gente scesa appositamente verso casa. Ma quelli erano tempi normali, accontentiamoci in questi tempi di strusciare da una stanza all’altra, di meditare o leggere, ascoltare musica e persino a pregare. Le alternative non mancano.