L’Editoriale – le frasi fatte della pandemia e le battute nuove

Andrà tutto bene è al primo posto, dai balconi alle canzoni, vedi Elisa e Paradiso, slogan a dire il vero leggermente sfigato per il passato. Non abbassare la guardia invece è mutuato dalla boxe, consigliamo Quando eravamo re, il film che racconta una splendida sfida tra Alì e Foreman. George Foreman, anche se nero, nell’immaginario del popolo zairese diventa subito il nemico da battere, simboleggiato nel grido «Alì, boma ye» («Ali uccidilo»), che accompagna gli allenamenti di Ali e che viene scandito dal pubblico durante l’incontro. Oggi lo stesso grido lo alzeremmo volentieri contro il virus, ci sarebbe voluta la classe ballerina ed elasticamente intelligente di Alì per fronteggiarlo.

Non molliamo, meno male che non c’è l’aggiunta del boia a chi molla. Siamo lontani ma vicini, alla Nunzio Filogama, cari amici vicini e lontani buonasera ovunque voi siate. Oggi siamo distanti per riabbracciarci domani, ma mica è obbligatorio, ognuno abbraccia chi vuole quando sta quarantena finisce.Chi l’avrebbe mai detto che un giorno avremmo salvato il mondo restando a casa in pigiama? Allora vi proponiamo al posto delle frasi fatte, tra una giornata in pigiama e l’altra, una serie di freddure da pandemia. Restate a casa. Lascerete un mondo migliore ai vostri figli e alla regina Elisabetta.Ormai non ti puoi più affacciare al balcone che tutti si aspettano qualcosa. Invece tu non sai fare niente e volevi solo fumarti una sigaretta.Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace visto che gli estetisti sono chiusi.Secondo l’Istat c’è stato un calo di corna devastante!Ma vi ricordavate quando ci lamentavamo del lunedì? Signora mia, il Covid 19 non l’ho preso ancora, tanto a ottobre esce il 20. E così via, sforzatevi un attimo, una battuta uscirà pure voi. Intanto, speriamo che me la cavo, con varianti ammesse e concesse per l’ultima parola.