A qualche giorno dalla pubblicazione dei dati statistici sulle dichiarazioni dei redditi persone fisiche (Irpef) e dichiarazioni IVA per l’anno di imposta 2018 è necessario fare una riflessione anche in considerazione dell’attuale contingenza economica.
Nella nostra Città, Nocera Inferiore, ci sono circa 10.000 persone che “sopravvivono” con un reddito inferiore a 10.000mila euro all’anno, alle quali bisogna aggiungere altre 3000 persone che hanno un reddito fino a 15.000mila euro, dati sconcertanti di una Città del Sud, che vive le sue contraddizioni tutti i giorni tra la voglia di fare di più ed una condizione economica non rassicurante.
Ci troviamo difronte ad una fetta importante della popolazione, se si considera che sui 26000 soggetti censiti al fisco la metà ha un reddito medio basso, ed in molti casi al limite della sopravvivenza. Oggi si ha ancora difficoltà a pronunciare la parola “povertà” e spesso troppo spesso si sente parlare di disagio socio-economico, condizione di difficoltà, quasi a voler addolcire quella amara verità che appartiene a tante persone, ancora oggi nella nostra Città.
Il popolo nocerino, quello che vive in povertà, nelle sue umili sofferenze quotidiane in cerca di giustizia e di equilibrio sociale, è più ampio di quello che possiamo immaginare, con una promiscuità di personaggi che ci fanno toccare da un lato le fantasticherie della povertà truffaldina ma anche l’eroismo della sopravvivenza e della rassegnazione, in una eterna ricerca di quell’ascensore sociale che da troppo tempo non è più in funzione, ed impedisce il superamento dei dislivelli sociali.
La povertà probabilmente dovrebbe essere un’anomalia di un sistema “sano”, e misurare la povertà e progettare strategie di “riduzione della povertà” diventa un esercizio sterile se non si mettono in discussioni le relazioni sociali e le decisioni politiche ed economiche che nel tempo hanno prodotto questo stato di privazione diffuso negli individui.
TONIA LANZETTA

