Sembrano spariti tutti i censori dei social. La pandemia li ha zittiti. Anzi ora proprio alcuni censori esaltano momenti di vita quotidiana in quarantena esibendo frasi sconcertanti e foto raccapriccianti di un’ordinaria straordinarietà. Cambiano i tempi e cambiano i pareri. I social, la connessione virtuale e il restare agganciati al mondo è tutta roba che serve, per lavoro o per divertimento, in questo caso per sentirsi meno soli. Ce ne accorgiamo solo adesso ma è meglio imparare in fretta la lezione. Nel futuro, nel lavoro e nell’economia, ci sarà sempre più spazio per il lavoro ma anche per il divertimento a distanza. Certo l’abbraccio, il bacio e la stretta di mano – magari insieme alla fetta di pizza e il ciuffo d’erba di un campo di calcio- resteranno unici nella loro non virtualità di fondo ma tutto il resto si può fare, sempre con moderazione ovviamente, nel senso di non sprecare tempo e tastiere nello scrivere vere e proprie corbellerie.
Agganciarsi al mondo dovrà significare fa parte di un popolo che usa la modernità non solo per divertirsi ma anche per lavorare, discutere, progettare, ideare. Noi che non siamo la generazione in questo senso più evoluta, ci siamo trovati a fare i conti con strumenti sconosciuti e alieni, ma abbiamo imparato in fretta le nozioni che ci consentono di navigare, il verbo preferito dal web, e anche di farci accompagnare nel corso della giornata da amici del tutto nuovi oppure da amici ritrovati proprio nel corso della navigazione.
Il poter scegliere d’altra parte arriva da lontano. Pensiamo ad una frase pronunciata dal grande Sciascia da parlamentare radicale a proposito delle televisioni private, invise ad una certa sinistra che aveva manifestato perplessità persino sulla tv colori. Voglio la possibilità di poter scegliere tra cento canali per poi decidere di non vederne neanche uno.
Insomma la vera pluralità di voci, la vera libertà, pur dribblando fake e insulti, oggi è il web, via piaccia o no. Senza il web, il coronavirus sarebbe stato una vera e propria prigione, ricordiamocelo adesso che viviamo ancora la fase forse discendente.

