L’editoriale – I Racconti di Carmine Lanzieri Battaglia – “Al voto, al voto!”

Che io ricordi non si è mai votato dopo l’estate. Magari è solo un retaggio mentale, un fattore psicologico, ma mi “suona” strano andare al voto con la pelle abbronzata.

Da che mondo è mondo, la prima vera funzione delle ferie estive è disintossicarsi dalle campagne elettorali. I comizi nelle serate estive, le interminabili maratone di casa in casa, le cene e cenette tra amici, i bagni di folla, tutte attività che prendono molto tempo e consumano molte energie oltre che tante risorse economiche.

E al termine cosa c’è di meglio di un po’ di sano riposo all’ombra di un ombrellone? Ebbene quest’anno non sarà cosi: le tanto sospirate ferie, di norma destinate a ricaricare le batterie e ritemprarsi dopo le erculee fatiche alla ricerca del consenso popolare, nel 2020 verranno ricordate come l’inizio della campagna elettorale.

Non c’è da meravigliarsi allora se gli sguardi delle persone saranno come persi nel vuoto, quando il candidato di turno, dopo essersi presentato alla porta, munito di schede fac-simile e programma elettorale (sembrando un fastidioso piazzista o un integerrimo possessore delle verità post mortem), chiederà quella preferenza in cabina elettorale; e cosa ci sarebbe di strano se lo stesso candidato, sull’uscio (in piedi solo per grazia ricevuta), preda del caldo e del calo di zuccheri e sali minerali causati dalle abbondanti sudate, non trovasse più la strada maestra, quella che porta al consenso ed alla vittoria finale.

Chissà quanti vuoti mentali, da una parte e dall’altra, in quegli imbarazzanti momenti di sorridente silenzio (chi è questo? e chi sono io? dove mi trovo?). Ed immagino già il successo che avrebbe la distribuzione di un nuovo adesivo da attaccare alle porte dei malcapitati angresi: siamo cattolici, non ci serve una scopa elettrica e abbiamo perso il diritto al voto! …e quante porte chiuse causa ferie… Purtroppo però, ancora una volta, bisogna piegarsi alla democrazia ed alla necessità di esprimere una preferenza al chiuso di quel sacrario chiamato cabina elettorale.

Non sto qui ad elencare le “accortenze” che dovremo avere mentre diligentemente in fila, attenderemo il nostro turno per esprimere la tanto agognata preferenza, né tantomeno ho intenzione di perorare la causa di questo o quel “salvatore della patria”, vorrei solo fare fronte comune ed essere aiutato a superare questo ennesimo momento di “crescita democratica”.

In una delle tante favole attribuite ad Esopo, un pastorello impaurito attira l’attenzione dei suoi paesani, con l’ormai famoso “Al lupo, al lupo” per farsi aiutare nella difesa delle pecore minacciate dalla ferocia dell’animale selvatico, io vorrei invece mettere in guardia tutti urlando “Al voto, al voto!” così che tutti possano salvarsi per tempo, dalla fame di consenso elettorale che di qui a breve invaderà le strade, le piazze, le case, i cortili e le sale dei ristoranti e pizzerie quasi fossero sede di comitati elettorali. Diritti Riservati MN24 ©

Carmine Lanzieri Battaglia