Siamo nel 1993 a Louisville (Kentucky, U.S.) quando viene rilasciato il singolo “How The Winter Was Passed” dei Rodan. Singolo che da solo basta a risvegliare la scena musicale della città in quanto il sound che lo caratterizza e qualcosa di mai sentito prima. Sound che si concretizza ancora di più nel 1994 con l’EP Aviary e l’album Rusty caratterizzati da lunghi brani concettuali, vivacizzati da partiture altamente drammatiche, che si rifanno in parte alla dinamica lenta e assordante di Slint e Bitch Magnet ma anche alle stasi catatoniche dei Codeine, ma tutto in un contesto più improvvisato.
Questa musicalità, che in grandi linee può essere definita punk progressivo, trova singolari equilibri nelle ritmiche spigolose e nell’altalena di umori di The Every Day World Of Bodies, brano di 12 minuti dalla sonorità rarefatta e ipnotica.
Altra atmosfera magica la troviamo nel sound di Gauge che alterna suoni malinconici ad atmosfere più punk, diventando un ottimo esempio della capacità della band di riportare la spigolosità delle emozioni umane all’interno di un brano.
Troviamo poi Toothfairy Retribution Manifesto, canzone che da l’impressione di prendere lentamente forma a partire da un groviglio di accordi e tintinnii; o ancora Bible Silver Corner, brano strumentale che non ha bisogno di parole per trasmettere all’ascoltatore un senso di desolazione, che viene ancora più accentuato dal finale sfumato dello stesso bravo che sembra dissolversi nell’aria come un miraggio.
Quella dei Rodan è sicuramente una musica new age per il punk, una musica che riesce a raggiungere alti livelli di astrazione grazie ai contrappunti fra le chitarre di Jason Noble e Jeff Mueller, fra il basso di Tara Jean O’ Neil e la batteria rocciosa di Kevin Coultas.
Il tutto però lascia spazio anche per un brano come Shiner, un brano strettamente più punk, forte, trascinante.
Altro capolavoro della band è senza dubbio il singolo con Milk And Melancholy e Exoskeleton, singolo dove due brani (uno cantato, l’altro strumentale) creano armonia tramite un vortice di contrasti dato dall’alternanza fra i veloci riff della prima e il basso lento e trascinante della seconda che ricorda quasi la danza di un insetto.
In sintesi cosa sono i Rodan?
Sono una band la cui prassi è quella di far fermentare gli elementi di una canzone, di lasciare che si decompongano, di favorirne lo smembramento, ma il tutto prima ancora che la canzone abbia preso forma, prima ancora che esista una canzone, prima ancora, in un certo senso, che si sia cominciato a suonare.
Sono una band attiva nel movimento underground, che fa della musica anche uno strumento di critica e di risveglio delle coscienze. Una band pronta a girare un film da soli per valorizzare le storie in cui credono. Un gruppo di amici.
Aniello Menditto / © Copyright MN24 – Riproduzione Riservata

