Di BIAGIO VANACORE
Dalla Campania un campanello d’allarme per Giorgia Meloni. De Luca trascina Fico e il campo largo alla vittoria. Al di là della disaffezione al voto, le Regionali in Campania lanciano più di un segnale alla politica italiana.
Il primo è netto; Vincenzo De Luca trascina il campo largo alla vittoria e con molta probabilità farà sedere nel nuovo consiglio regionale non meno di 15 deputati a lui fedeli fra quelli eletti nel PD e quelli portati a Palazzo Santa Lucia con la sua lista A testa Alta.
Un dato forte di come il deluchismo e il suo modo di fare politica piaccia agli elettori di centro sinistra almeno in Campania, e che se confermato costringerà Fico ad un mandato tutto in salita.
L’altro segnale forte che sembra assumere un significato tutto politico lo troviamo in casa centro destra, dove i troppi distinguo fra i cosiddetti leader regionali e nazionali e il lungo tira e molla sul candidato Governatore hanno alla fine fatto molto male a Cirielli, che pure ha fatto l’impossibile per compattare un’armata che alla fine tale non è stata.
Di certo in questa debacle perché tale è visto lo stacco abissale fra i due schieramenti in campo, ha pesato la politica poco meridionalista del Governo Meloni.
Una politica quella del prendi i voti e scappa, che pare non regga più.
Se la Giorgia nazionale vuole continuare a sedere a palazzo Chigi, dovrà lavorare molto sul gap sempre maggiore che esiste tra nord e sud, con quest’ultimo troppo penalizzato dal potere delle regioni del nord sulle autonomie.
Un’ultima riflessione sui candidati minori.
Forse il solo Giulio Granato di Potere al Popolo conquisterà uno scranno frutto dell’impegno dei nostalgici, per gli altri tre, gli zero virgola sono un segnale forte che la politica si fa con proposte e non con proclami.

