di Marco Visconti
Un uomo, un poeta, una comunità. Francesco (Franco) Russo torna con una nuova raccolta, edita da Edizioni Nord-Sud, che già dal titolo lascia intravedere la sua dichiarazione d’intenti: Le tre A della mia esistenza. Amore, Arte e Amicizia: tre parole, tre valori, tre pilastri che si reggono su una stessa vocale, la “A”, simbolo di respiro, di apertura, di inizio.

Russo costruisce intorno a queste parole un vero e proprio manifesto lirico, una poetica che abbraccia la sua vita e quella di chi lo legge. Nei suoi versi la vocazione personale si fa destino collettivo: l’esperienza privata si allarga a sentimento comune, evocando profumi di devozione, richiami alla Madonna e a Gesù, speranze che si accendono nei giorni bui.

Il poeta di Pagani non smette mai di interrogare il presente, di scavare nelle contraddizioni di una società spesso spietata, riportando nella sua scrittura frammenti di memoria, incontri, addii. Commovente il ricordo di un amico sottoposto a trapianto, narrato con la forza di chi ha imparato a misurare il respiro del verso con quello della natura. E ancora, le liriche dedicate alla festa della mamma e del papà, poi ritrae un terreno fertile di riflessione, dove il ricordo di chi non c’è più lascia non ricchezze materiali, ma segni di valore, gesti e azioni che hanno marcato la comunità.

La voce di Russo si affida spesso al vernacolo napoletano, lingua carnale e musicale, capace di intensificare la forza interpretativa del testo. Nessuna gabbia metrica imprigiona i suoi componimenti: il flusso poetico si riversa libero, come se l’anima avesse bisogno di confessarsi al mondo senza argini.

Particolarmente toccante la lirica, intrisa di sentimenti, alla moglie, che precede il suo “‘O testamiento p”a famiglia”, dal sapore quasi pirandelliano. Qui il poeta si affida al futuro, chiedendo di essere ricordato dai suoi cari non per ciò che ha posseduto, ma per ciò che ha raccontato. È l’eredità di un uomo che ha saputo trasformare l’esistenza in poesia, lasciando una luce che non si spegne con il tempo.

Franco Russo dà vita a un un viaggio intimo e universale, un dialogo incessante tra cuore e comunità, fede e realtà. Un invito a riconoscere nell’amore, nell’arte e nell’amicizia i veri comandamenti della vita.
Nota biografica di Francesco Russo
Francesco Russo risiede a Pagani (Salerno) ed è da molti anni impegnato nel mondo artistico, culturale e filantropico. Nel 1976 ha ideato e promosso il Premio di Poesia “Aniello Califano”, per onorare la memoria del grande poeta e canzoniere conterraneo. Nel 1980 ha fondato l’Accademia Artisti Europei, attiva a livello nazionale e internazionale, e nel 1988 la Rivista d’Arte, Cultura e Informazioni Nord-Sud. È iscritto alla Siae e all’Ordine nazionale di autori e scrittori, oltre a essere membro dell’International writers and artists association (U.S.A.). Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti: dal Dio Pan per il giornalismo (1979, Firenze) al Premio Il Basso Adige (1990), fino alle più recenti onorificenze accademiche e cavalleresche a livello internazionale. Ha pubblicato varie raccolte di poesie, tra cui Schegge del mio essere, L’ammore è ‘a forza ‘d ‘a vita e Pensieri in pergamena. Autore anche di centinaia di canzoni, ha legato la sua opera alla comunità e alla spiritualità, collaborando con istituzioni culturali e confraternite. Per il suo costante impegno culturale e sociale ha ricevuto titoli nobiliari e prestigiose onorificenze, tra cui quella di Commendatore dell’Ordine della Corona Normanna e di Marchese di San Lorenzo, conferitagli da Sar il principe Ruggero D’Altavilla.

