Le storie che ci piacciono – Da Vibo a Roma col suo taxi per aiutare una bimba malata

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Sicuramente esistono belli e grandi gesti d’amore, ma questo sicuramente è, oltre al gesto, anche un segnale forte di speranza, forse mai avremmo immaginato di poterli per fortuna incontrare in questi tempi.

Immaginate di percorrere in taxi 1.300 chilometri per portare da Vibo Valentia (andata e ritorno) presso l’ospedale Bambin Gesù di Roma, una bambina di tre anni per un controllo oncologico in piena emergenza Coronavirus, andata e ritorno, era il 3 giugno 2020.

Questo gli è costato no una multa, ma l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica, motivo ? Con il proprio taxi, Alessandro Bellantoni, di professione tassista uno come tanti. Il nobile gesto gli è valsa la medaglia consegnatagli dal presidente Mattarella.

“Era molto importante perché la piccola, che ora ha tre anni, in passato ha dovuto effettuare dei cicli di chemioterapia, sapevo che c’era una bambina che aveva bisogno di effettuare un controllo al Bambin Gesù. La visita – ha dichiarato Alessandro a un giornale romano – conosco la famiglia che, come me, ha anche un altro figlio con disabilità. Sono partito il 28 aprile ed il giorno successivo abbiamo raggiunto l’ospedale romano per il viaggio ho chiesto alla mia cooperativa di taxi di aiutarmi a recuperare tutti i certificati medici e le autorizzazioni necessarie, in modo da poter effettuare il viaggio in totale tranquillità. Durante il viaggio di andata, arrivato grossomodo all’altezza di Cosenza, mi sono fermato per prendere un caffè.

Gli agenti della Polizia Stradale, giustamente incuriositi dal taxi, mi hanno chiesto spiegazioni. Gliele ho fornite e devo dire che sono stati davvero gentili al punto che, il caffè, sono stati loro stessi a pagarmelo. In quanto alle spese, non volevo nulla – dichiara il tassista – ma la famiglia della bimba ha insistito per pagarmi un pieno di carburante. Comunque la cosa davvero importante è che la visita è andata bene. La piccola è davvero forte ed il controllo ha dato i risultati che i genitori speravano».

Ai genitori Alessandro ha detto dopo il viaggio di ritorno, “va bene così, non voglio nulla, questa volta il viaggio lo offro io.”

Un gesto talmente bello e generoso Alessandro è definito dalla stampa come molti  “eroi della pandemia”,  ma è solo un uomo che conosce il senso profondo della parola solidarietà, amore, aiutare il prossimo, gesti che purtroppo nel mondo ma sopratutto nel quotidiano “troppe volte” abbiamo dimenticato.

Un posto scritto da un utente: Grazie a nome di chi crede ancora nella bontà d’animo. Eri un cavaliere già prima di diventarlo.
Fonte Lorenzo Tosa