La pandemia innescata dal Coronavirus secondo il Fondo monetario internazionale produrrà una crisi economica imponente, e l’Italia pagherà un prezzo alto.
Nel 2020 il Pil mondale subirà una contrazione del 3%, ma l’Fmi sottolinea che le stime di crescita e di decrescita sono legate a fattori imprevedibili da valutare.
Solo nel 2021 si potrà iniziare a parlare di ripresa, grazie agli aiuti dei governi e la stabilizzazione delle attività economiche determinerà una crescita globale pari al 5,8%.
Il Fondo monetario internazionale indica ipoteticamente nel 3% la riduzione del Pil mondiale e prefigura tre scenari differenti:
- Un lockdown più lungo determinerebbe un crollo ulteriore del Pil mondiale che si attesterebbe intorno al 6% con un conseguente rimbalzo più debole per l’anno successivo;
- Il ritorno del virus potrebbe determinare la riduzione del Pil globale per il 2021 (0,8%), perché i governi e le banche centrali dovrebbero arginare la nuova emergenza con minori risorse a disposizione;
- La doppia battuta d’arresto, indicherebbe il verificarsi di entrambi gli scenari prefigurati con una contrazione del Pil globale nel 2021 già previsto con una maggiorazione del 2,2%.
La situazione italiana vedrebbe una contrazione del Pil nazionale del 9,1%, meglio solo rispetto alla Grecia per cui si prevede un -10%.
Il tasso di disoccupazione per quest’anno è presumibile salga intorno al 12,7%, e nel 2021 si ipotizzerebbe una discesa al 10,5%.
Anche il Pil dell’Eurozona crollerebbe e si stabilizzerebbe intorno al 7,5%, stesso scenario per gli Stati Uniti che vedrebbero un Pil intorno al 5,9%.
Nello specifico dell’Eurozona: il Pil tedesco subirebbe una contrazione del 7%; del -7,2% in Francia; del -8% in Spagna. Per la Gran Bretagna la riduzione del Pil si quantificherebbe intorno al -6,5%.
La situazione sarà diversa per la Cina e l’India che chiuderanno il 2020 rispettivamente con un +1,2% e +1,9%.
Nel 2021 l’Eurozona potrebbe crescere del 4,7%, con la Germania del 5,2%; la Francia del 4,5%; la Spagna del 4,3%. La Gran Bretagna del 4%.
Negli Stati Uniti il rimbalzo nel 2021 potrebbe risultare del 4,7%, mentre per la Cina e l’India le previsioni sarebbero rosee attestandosi al 9,2% e al 7,4%.
L’elemento fiducia è fondamentale nelle economie del mondo; a Washington si considerano positivi gli interventi delle banche centrali che immettono liquidità nel sistema, contenendo il trauma subito e creando le basi per la ripresa futura.

