Più studenti che aule. Con la reale necessità di effettuare delle uscite didattiche per far in modo che tutti gli studenti possano risultare regolarmente presenti a scuola.
Singolare vicenda quella riportata dal quotidiano Il Mattino e che sta vivendo un Liceo della città di Napoli. L’istituto, quest’anno, si è ritrovato ad avere più alunni che aule, e ciò ha messo in serie difficoltà la dirigente scolastica. La preside, pur di garantire a tutti la presenza, ha proposto una serie di uscite didattiche mattutine in modo che, a rotazione, cinque classi siano fuori l’istituto e le altre quindi possano fare regolarmente lezione. Una scelta difficile, dettata dalla mancanza appunto di 5 aule (dovrebbero esserne 53 ma ne sono solo 48), che però ha suscitato numerose polemiche: sul piede di guerra, infatti, i genitori di numerosi alunni, che si stanno rifiutando di firmare le autorizzazioni ai propri figli. Le motivazioni riguardano, ufficialmente, il fatto che vengono sottratte ore alla didattica frontale, ma le testimonianze di molti fanno riferimento anche a mattinate totalmente “perse”: gli studenti, insomma, pare si ritrovino per tutta la mattinata senza fare niente di didatticamente utile. I genitori hanno accompagnato i propri figli a scuola, lasciandoli sprovvisti di autorizzazione; la preside, dal canto suo, pare non abbia gradito la vicenda e li abbia fatti fermare nei corridoi della scuola, rifiutando di mettere loro la presenza e rifiutandosi anche di farli uscire senza il consenso dei genitori.
Sulla vicenda è intervenuta anche la responsabile dell’ufficio scolastico regionale Franzese. In un’intervista pubblicata proprio sul quotidiano Il Mattino, infatti, la Franzese ha manifestato la sua indignazione a proposito della vicenda, puntando però il dito contro la dirigente scolastica. La preside, infatti, sarebbe “colpevole” di aver accettato iscrizioni in numero maggiore rispetto ai posti disponibili al liceo: se 48 sono le classi, ha spiegato Luisa Franzese, non è possibile continuare ad accogliere iscritti al punto da crearne 53. “Non abbiamo la bacchetta magica per far spuntare nuove aule”

