L’avvocato Cristiano Marrazzo evidenzia le lacune dei tribunali italiani: “Questo periodo sono emerse in modo ancora più marcato tutte le lacune esistenti all’interno dei tribunali italiani”.
È paradossale pensare che ogni tribunale ha attuato un proprio protocollo al fine di gestire l’attività di udienza e di accesso alle cancellerie; – spiega Marrazzo – mi duole rimarcare il fatto che i più penalizzati sono sicuramente gli avvocati e conseguenzialmente i cittadini in attesa della tutela dei propri diritti. Tale stato di cose ha reso ancora più evidente la differente tutela in essere tra i lavoratori subordinati del ministero di giustizia e i liberi professionisti con partita Iva. Noi avvocati siamo impossibilitati ad attuare lo smart working in quanto non tutti i giudici, in special modo i non togati, sono dotati delle attrezzature necessarie all’attività. Anche l’utilizzo delle procedure con trattazione scritta (art.83 c.7 lett.h d.l.18/03/20) rende ulteriormente gravosa l’attività degli avvocati in quanto molti magistrati pretendono nuovamente l’invio dei documenti, nonostante gli stessi siano stati già precedentemente depositati cartaceamente.
Quindi senza voler dilungarmi – conclude l’avvocato – oltre da queste brevi note si evince palesemente che se non si prendono forti provvedimenti la giustizia italiana resta inesorabilmente ferma al palo



