L’assassino di Pamela in silenzio: aveva già precedenti

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Gianluca Soncin, 52 anni, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di convalida nel carcere di San Vittore a Milano. È accusato di omicidio volontario pluriaggravato della compagna Pamela Genini. Secondo il suo avvocato, Soncin appare “non lucido e dimesso” e non sarebbe ancora pienamente consapevole di quanto accaduto. L’uomo, dopo aver ucciso la compagna con 24 coltellate, ha tentato di togliersi la vita, riportando ferite al collo.

La testimonianza drammatica dell’ex fidanzato di Pamela
Emergono dettagli inquietanti sulla relazione tra Soncin e Genini. L’ex fidanzato di Pamela ha raccontato a Rai 1 che la vittima era stata ripetutamente minacciata e aggredita: botte, schiaffi e pugni, episodi di violenza che si erano verificati anche durante vacanze, come all’Isola d’Elba.

Pamela Genini cercava di proteggersi e fuggire
Secondo il testimone, Pamela aveva cercato di proteggersi isolandosi dall’aggressore e dai suoi comportamenti ossessivi, arrivando persino a programmare una fuga all’estero. Nonostante i ripetuti avvertimenti e i suggerimenti di denunciare Soncin, Pamela aveva vissuto una spirale di violenza e minacce, circondata dalla paura e dall’ansia di ritorsioni.

Indagini in corso
Le indagini continuano e gli inquirenti mantengono alta l’attenzione sul contesto di premeditazione e violenza che avrebbe caratterizzato la relazione tra la vittima e l’assassino.