L’Asl “blocca” la direttrice della struttura di Cava/Costa dott.ssa Iannone: Resilienza legale a fianco del Direttore

0
221

Siamo sconcertate dal clamore negativo che ha suscitato l’evento di integrazione sociale dell’UOSM di Cava e, soprattutto dal provvedimento punitivo adottato dall’ASL nei confronti del Direttore dell’Unità Operativa di Salute Mentale Cava/Costa, dott.ssa Adriana Iannone.

È inquietante già aver aperto un’inchiesta su un evento di integrazione sociale a favore di soggetti emarginati e fragili, con motivazioni bigotte, maliziose e misogine.

La superficialità con la quale si è guardato esclusivamente al corpo delle ballerine brasiliane, oscurando la valenza terapeutica e di alto valore sociale dell’iniziativa, lascia intendere che l’ipocrisia regna sovrana ed il più becero maschilismo imperante.

Le iniziative di animazione sociale e di integrazione sono interventi terapeutici di alto valore, che dovrebbero praticare tutti i Servizi della Salute Mentale ed offrire prestazioni tese all’emancipazione delle Persone con disagio psichico, come quella delle “ballerine brasiliane” sotto inchiesta.

È preoccupante che l’ASL, invece di sostenere e incentivare queste iniziative, tenti di reprimerle con azioni anche esagerate, non adottate nemmeno quando ci sono scappati i morti, come quando morirono 19 pazienti psichiatrici nel rogo di San Gregorio Magno, o nel caso Mastrogiovanni.

Sicure che emergerà la verità e sarà riconosciuta la valenza terapeutica di tali iniziative, le sottoscritte esprimono la solidarietà al Direttore dell’Unità Operativa di Salute Mentale di Cava/Costa, dott.ssa Adriana Iannone, e La esortano a proseguire il Sua Attività Professionale con le modalità che hanno da 30 anni caratterizzato la Sua Alta Professionalità.

Seguono 35 adesioni

Leggi anche : Una condanna sociale, una colpevolizzazione, o “SCHIZOFRENIA”?