L’Angolo della Satira: la Pappessa di Sarno scrive al Sindaco di Salerno

Caro sig. Sindaco,
la Chiesa Pastafariana Italiana, nella mia persona, un paio di mesi fa, inoltrò richiesta di occupazione temporanea di suolo pubblico, al fine di svolgere il rito di pennedizione in piazza Sant’Agostino, prescelta dalla comunità pastafariana quale luogo sacro, in quanto sito di casuale e fortuita integrazione religiosa: un vero e proprio birracolo di tolleranza.

Lei ha respinto la nostra richiesta, poiché la piazza – per gli stessi eventi che la rendono cara a noi pastafariani – non sarà più messa a disposizione da codesta Amministrazione per lo svolgimento di manifestazioni religiose. Siamo stati pertanto invitati a riunirci in un parco.

I pirati pastafariani non hanno bisogno di chiese, essi pregano presso le proprie cucine. Come ebbi modo di chiarire in una lettera che Le inviai in seguito, per noi si trattava di dichiarare sacro un suolo, ovviamente quel suolo e non uno qualsiasi. 
Al termine della missiva, Le domandai di incontrarLa personalmente: desideravo discutere con Lei del rapporto delle minoranze religiose con le Istituzioni pubbliche e della effettiva neutralità di queste nei confronti degli Enti religiosi. Desideravo presentarLe le istanze della comunità pastafariana nel loro modo di vivere tale rapporto. 
Lei non ha risposto alla mia richiesta.

Come ogni anno, durante il periodo navalizio, i pirati campani interpretano le tradizioni correnti intonando cori per le strade. Messaggi di tolleranza, senso critico e libertà dalle convenzioni si fanno sentire in brani musicali apparentemente noti, dal taglio ironico e amichevole. 
Il 29 dicembre la ciurma campana è quindi giunta in piazza Sant’Agostino, inghiottendo l’amarezza di non averla potuto dichiarare luogo di culto e cercando di accontentarsi dell’occasione che si presentava, ovvero mostrandosi in allegria ai passanti.

Al termine del repertorio musicale, però, è accaduto che io sia stata colta da estasi. I frittelli presenti hanno a loro volta visto il Prodigioso apparire: Egli scendeva dall’alto agitando le sacre appendici pappardellose, con le quali ci ha toccati e inondati di sugo innanzi ad avventori, artigiani e passanti attoniti.

Di fronte al silenzio istituzionale, evidentemente l’intervento divino si è reso necessario.

Sebbene la vicenda non La riguardi più, in quanto siamo ormai pienamente in ambito sacro e non più di amministrazione civile del territorio, reputo giusto informarLa che piazza Sant’Agostino da questo momento è ufficialmente un luogo sacro per i pastafariani e sarà meta di pellegrinaggio nonché di preghiera.

L’occasione mi è gradita anche per porgerLe gli auguri per il nuovo anno. Sono certa che il 2018 porterà cose meravogliose.

Lì, Sarno, 1 gennaio 2018

Pappessa Scialatiella Piccante I